AttualitàCastiglione della Pescaia

La denuncia di un lettore: “I lavori alla foce del Bruna hanno reso sporca l’acqua del mare”

“Sabato scorso ho inviato al sindaco di Castiglione della Pescaia e agli assessori Nappi e Lorenzini una mail nella quale lamentavo le condizioni dell’acqua di mare di Castiglione, insolitamente sporca e repellente, causa gli inopportuni (per la tempistica prescelta) lavori di dragaggio della foce del fiume Bruna, ma non ho ricevuto alcuna risposta, per cui invio a voi una sintesi del testo“.

Così inizia una lettera inviata alla nostra redazione da Fabrizio Bartaletti, geografo.

“Premetto che solo il sindaco ha ricevuto la mail, dopo che sono riuscito, con vari ‘salti mortali’, a reperirla, mentre le assessore non l’hanno ricevuta (mi è tornata indietro), evidentemente perché il tentativo da me esperito di dedurre la loro mail sulla falsariga dell’indirizzo mail del sindaco non è andato a buon fine. Aggiungo che il Comune di Castiglione è tra i pochissimi in Italia a non inserire nel sito alcun contatto mail, a parte quello d’obbligo della posta certificata, né del sindaco (o della sua segreteria), né degli assessori (o della loro segreteria) e neppure il generico del Comune – continua la lettera -. Tra i motivi che a mio parere possono intaccare e screditare l’immagine di Castiglione della Pescaia (che a mio parere, finora, poteva essere considerata la perla balneare della Toscana, superiore – per valutazione complessiva del territorio, del mare e del centro storico – anche a Forte dei Marmi e Marina di Campo) è il gigantesco murale – stile spiaggia Coccia di Morto del film ‘Come un gatto in tangenziale’ – poco prima del Bagno La Valletta, datato 2021: non è certo colpa del sindaco e della giunta se dei vandali hanno deturpato la spiaggia, però andava in fretta rimosso, e in zona dovevano essere collocate delle telecamere”.

Ecco la sintesi della mail inviata da Fabrizio Bartaletti al Comune di Castiglione della Pescaia:

“Signor Sindaco,

gentile Vicesindaco e assessora ai lavori pubblici, gentile assessora al turismo,

vi scrivo questa mail dopo essere riuscito – con molta difficoltà – a trovare il vostro indirizzo.

Livornese ma con babbo di Roccastrada e da sempre innamorato della Maremma e in particolare di Castiglione, del borgo, del suo territorio e delle acque cristalline del suo mare, lo scorso autunno ho illustrato la bellezza della località a una famiglia genovese, che dopo un breve soggiorno a settembre 2020, per l’estate 2021 ha deciso di abbandonare il Levante ligure e affittare per un lungo periodo, con me, un appartamento fronte mare a Castiglione.

Dai primi di giugno, però, abbiamo avuto la spiacevole sorpresa di fruire non delle consuete acque cristalline, ma marroni e luride di schiuma, non di spiagge bianche e pulite, ma continuamente lordate – nonostante l’abnegazione dei bagnini – dai detriti e dalla schiuma giallastra portati dalle acque limacciose. Mi è stato detto che ciò è dovuto ai lavori di dragaggio della foce canalizzata del fiume Bruna, per rimuovere i depositi alluvionali e rendere possibile l’ingresso e l’uscita dal porticciolo dei battelli, e dal successivo scarico a largo e verso nord della fanghiglia, che col vento di maestrale torna poi a riva per ‘allietare’ l’estate dei malcapitati turisti.

Ora, io non discuto la necessità dei lavori: se sono stati indetti, significa che erano indispensabili, ma ritengo inconcepibile che la rimozione delle sabbie e fanghiglie alla foce del Bruna sia iniziata in concomitanza con la ripartenza della stagione turistica (oltretutto, all’uscita dal lungo periodo nero del virus) anziché nei mesi da marzo a maggio, oppure da metà settembre in poi.

Il risultato è una mazzata all’immagine di Castiglione. La famiglia genovese tornerà al mare della Liguria e certo non potrà fare buona pubblicità a Castiglione, ed anzi temo che non sarà la sola (ho sentito molti lombardi, in particolare, ma anche fiorentini e romani esprimere disappunto per questo disastro non annunciato), perché pochi osano non dico fare il bagno, ma perfino immergere i piedi in quella brodaglia color minestra di fagioli, che oltre a essere repellente alla vista certo non è salutare per la pelle.

In attesa di un vostro riscontro,

distinti saluti”

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