Economia

Ristoratori, Marras: “Rabbia comprensibile, ma andare contro legge non è strada giusta”

L’assessore al commercio della Toscana Leonardo Marras ritiene che violare la legge ed aprire i ristoranti la sera non sia la strada giusta da percorrere. “Ho letto della campagna per l’apertura serale dei locali – commenta –, ho approfondito le argomentazioni dei proponenti e i loro propositi, ma non posso appoggiarla: la rabbia e la disperazione di chi opera nel settore della ristorazione sono ben comprensibili, ma non sono tollerabili comportamenti che violano le regole. Non è andando contro la legge che si ottengono risultati”.

Si tratta – aggiunge Marrasdell’iniziativa di alcuni gruppi spontanei che qualcuno ha ritenuto di cavalcare in perfetto stile di strumentale populismo, io non lo farò”. “Io sto con gli imprenditori che rispettano le regole e continuano – conclude Marrasa far sentire la propria voce civilmente per raggiungere l’obiettivo che tutti condividiamo: tornare a far vivere le attività normalmente e poter sostenere chi ha subito perdite nel modo migliore”.

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Commenti

    1. Hanno sempre l’aria di quelli che stanno dalla parte del giusto. Sembra sempre che stiano per dirti : ” Io? Io sono nel giusto, e tu? ” . Purtroppo questa forma mentis, tipica di chi ha ottenuto il massimo risultato col minimo sforzo, e senza tanto spendere, comincia ad avere i suoi limiti quando le leggi diventano oppressive. Fino a che tutto più o meno fila liscio, nulla accade. Quando invece le leggi vanno verso l’incostituzionalità, verso l’illecito, verso la sopraffazione, verso la surrettizia difesa del più forte, del più potente, del più ricco e di quello che più conosce, allora si impone una scelta. Diverse sono state le occasioni in cui agli italiani è stata imposta una scelta: le leggi razziali, la guerra, e ancora prima, ai tempi in cui Garibaldi imperversava come un eroe. I toscani, poi, quelli cari al caro Giani, hanno cacciato il Canapone come un ladrone. Purtroppo gli italiani non scelgono, veramente, se non al punto più estremo. ” Normalmente “, dice il buon Marras. ” Sto con gli imprenditori che rispettano le regole “, e così via. Il problema è che questi provvedimenti non porteranno a un punto di svolta: non ci sarà una palingenesi, a partire dalla quale potremo lentamente esperire un miglioramento. Accadrà così che gli imprenditori “normali”, quelli che non violano le regole e che “continuano a far sentire la propria voce civilmente”, e non soltanto gli imprenditori, ma la gente tutta, senza distinzioni di fittizie categorie, imploderà psicologicamente, ripiegandosi, accartocciandosi in uno stato di assuefacente inopia e depressione, fino al punto in cui quella voce, quella voce che ha sempre professato rispetto e civiltà, quella voce che ha fatto del suo ideale la propria scelta di vita, proprio non si sentirà più. Faranno la fine del povero pesce rosso, al quale viene sempre più ristretta la boccia dell’acqua, semplicemente perché non si rassegna a morire, e dunque si crede possa sopportare all’infinito. I tempi sono cambiati, e lo sono oggettivamente, caro Marras. Non sono cambiati perché l’ha deciso Elon Musk, o chi per lui. Non stavolta. Dai tempi in cui gli italiani cantavano dai balconi, fiduciosi che tutto sarebbe andato bene, è successo qualcosa di irreversibile nella nostra società. Come può un politico sensibile, pragmatico, quale lei si ritiene, non essersene accorto? Pensa ancora, caro Marras, che la politica si basi sul racconto, secondo il più classico degli stilemi usi e consunti in mano e in mente alle sinistre? Pensa che la propaganda sia utile, a questo punto? E che si possa nascondere la verità, o quantomeno la realtà, a questo mondo? Perché la Cina non è stata sanzionata per ciò che volontariamente o involontariamente, per ciò che scientemente o non, ha inflitto al mondo intero? Nessuno ne parla, neanche Trump ha mai accennato alla necessità di un simile provvedimento. Che cosa sarebbe successo, se a originare la pandemia fosse stato un paese come gli Stati Uniti d’America? Forse adesso avremmo cortei di femministe e bisnipoti dei fiori che protestano per le strade come ai tempi della guerra in Vietnam, in barba alle regole sul distanziamento e ai protocolli sanitari. E magari avremmo pure Marras a difenderli, chissà. Perché se ci sono dei negazionisti, degli amanti dell’evidenza e dell’apparenza, se ci sono delle voci che si muovono esclusivamente sui binari del mainstream e del vincere facile e del politically correct, a costo di negare anche l’esistenza del sole, e del mondo, e della vita stessa, beh, quelli siete proprio voi. Cordialmente

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