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Rigenerazione urbana, Culicchi: «Punto fermo del mio programma. Grosseto città ingessata”

"La giunta Vivarelli Colonna non faccia ulteriori errori con i bandi"

Un punto fermo all’interno del programma. La rigenerazione urbana per il candidato sindaco Leonardo Culicchi rappresenta la possibilità concreta di uno sviluppo intelligente della città. Una Grosseto che possa crescere in maniera eterogenea, perché, come sostiene Culicchi: «Il campo di applicazione è molto più esteso rispetto alla riqualificazione degli immobili e con scelte attente possiamo dare una svolta decisa allo sviluppo della nostra città, dopo cinque anni in cui questa amministrazione ha lasciato per strada molte opportunità, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Grosseto è una città ferma, ingessata».

«Agli sbandieramenti sperticati da parte della giunta Vivarelli Colonna, fanno da contraltare le opportunità mancate e una ridondante propaganda elettorale dell’attuale amministrazione che smonto pezzo per pezzo – spiega Culicchi. Tutte le città toscane stanno vincendo i bandi. Anzi, come accaduto nel caso del Pinqua, ricevono molti più soldi di quelli che arriveranno a Grosseto. I complimenti, in questo caso, vanno a Governo e Regione che costruiscono queste opportunità, mettendo bandi a disposizione di chi intende partecipare. Sul tema quindi, emerge nuova preoccupazione in relazione alla manifestazione di interesse di un parco progettuale in materia di rigenerazione urbana e dell’abitare, rivolta a tutti i comuni toscani. A richiederla è la Regione Toscana in coordinamento con Anci e finalizzata a raccogliere tempestivamente le opportunità in maniera diretta e indiretta su tutte le linee di finanziamento, per costituire così un percorso strutturato, di sostegno e assistenza tecnico amministrativa ai comuni interessati».

«Lo segnalo – spiega Culicchi per tre motivi. Il primo è perché, visti i precedenti, è meglio destare dal torpore l’amministrazione Vivarelli Colonna. In seconda battuta, dato che la manifestazione d’interesse scade il 30 ottobre, non vorrei trovarmi a dover fare corse quasi impossibili per attivarla. Il terzo motivo, invece, è il più importante. Vale a dire quello di dare spazio e ascolto alle proposte dei professionisti di casa nostra, ricorrendo a concorsi di progettazione nei quali si possano manifestare le conoscenze e le esperienze sul territorio da parte di chi vive il contesto quotidianamente, evitando nei limiti della legislazione di ricorrere a professionalità esterne. Si tratta di un punto di fondamentale importanza, visto che gli interventi proposti spaziano dal recupero del degrado urbano, al decoro cittadino, passando da sostenibilità ambientale, valorizzazione del sistema del verde, sistemi di mobilità collettiva, per arrivare al recupero e alla riqualificazione di grandi dimensioni, perché non sempre demolire è una scelta vincente».

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