Pubblicato il: 19 Novembre 2019 alle 9:27

Ambiente

Maltempo in Maremma, Legambiente: “Cambiamenti climatici sempre più frequenti, serve prevenzione”

Ad affrontare il tema delle strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici è Legambiente

Gli eventi atmosferici eccezionali che hanno colpito l’Italia, e in particolar modo la Toscana, nelle scorse ore hanno tenuto intere comunità con il fiato sospeso, nella speranza che il peggio passasse in fretta.

All’indomani della giornata decisamente più drammatica, è già scattata la conta dei danni e, seppure in maniera ancora non del tutto sufficiente, la corsa all’individuazione di percorsi attraverso i quali prevenire le conseguenze catastrofiche causate da simili eventi che, stando alle proiezioni, nei prossimi periodi saranno sempre più frequenti e violenti. Ad affrontare il tema delle strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici è Legambiente, che da sempre si batte per rendere cittadini e decisori politici sempre più consapevoli in merito a tali temi.

Quelli a cui siamo stati costretti ad assistere nelle scorse ore – ha dichiarato Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente – sono fenomeni direttamente legati alla crisi climatica e all’aumento della temperatura del pianeta. Lo diciamo da tempo, lo ripetiamo in questa sede: gli eventi eccezionali saranno sempre più frequenti e violenti“.

Per questo – ha spiegato Gentili, è necessario dare seguito a politiche e strategie volte alla prevenzione. E se, da una parte, è necessario tenere sotto controllo ed effettuare una corretta e regolare manutenzione dei corsi d’acqua e del territorio per ridurre al minimo il rischio idrogeologico, dall’altra è fondamentale dare seguito ad azioni strategiche per il futuro, evitando ad esempio di permettere l’edificazione in aree a rischio idraulico. Di errori di natura urbanistica in passato ne sono stati fatti fin troppi e oggi è arrivato il momento di fare tesoro di quella lezione. Costruire in zone critiche, lasciare i terreni incolti e non dare seguito ad azioni di contrasto significa consentire al rischio idrogeologico di aumentare a dismisura“.

“Servono presidi territoriali e serve conoscere i fenomeni per imparare a prevederne, quando possibile, gli impatti. La zona sud della Maremma in queste ore si trova a dover fare i conti con una situazione drammatica, così come la città di Grosseto. È di poche ore fa inoltre la notizia di circa mille pini abbattuti nella riserva della Feniglia da una tromba d’aria che ha colpito la zona al confine tra la Toscana e il Lazio. Vincere contro la furia della natura è impossibile, è vero. Prevenire le conseguenze più drammatiche invece è possibile, a patto che gli amministratori decidano di dare seguito a politiche di mitigazione del rischio. Ieri, se il mare non avesse ricevuto e smaltito le ondate di piena le conseguenze per l’intero territorio sarebbero state drammatiche: partiamo da qua per attivarci immediatamente. La più grande opera pubblica che serve al Paese – ha concluso Gentilisi chiama manutenzione. Per smettere di pagare a caro prezzo le conseguenze dei cambiamenti climatici è necessario prendersi cura del territorio e tenere conto del fatto che registrare una quantità di pioggia che di solito cade in quattro mesi in soli tre giorni sarà sempre di più una costante e non l’eccezione. Da parte di tutta Legambiente mando un abbraccio alle famiglie colpite dalle conseguenze disastrose del maltempo e ringrazio i Vigili del Fuoco, la Protezione civile, gli operatori e gli enti locali che in queste ore si stanno adoperando per cercare di fare fronte alle numerose emergenze”.

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