Ambiente

Legambiente: “Dati sull’ozono allarmanti, necessario ridurre traffico e controllare biogas”

Angelo Gentili, membro della segreteria nazionale di Legambiente, commenta i dati recentemente diffusi in merito alla qualità dell'aria

Il superamento dei valori relativi all’ozono in Maremma, stando ai dati forniti da Arpat resi pubblici nell’ambito della campagna ‘Mal’aria’ di Legambiente, rappresenta con chiarezza un campanello di allarme“.

E’ con queste parole che Angelo Gentili, membro della segreteria nazionale di Legambiente, commenta i dati recentemente diffusi in merito alla qualità dell’aria e, più nello specifico, al livello di ozono nel nostro territorio.

Questo dato, con 50 sforamenti dei dati di ozono sia in aperta campagna (Alberese) che in città – continua Gentili, è legato essenzialmente alla forte insolazione e alle conseguenti radiazioni solari presenti in alcuni periodi dell’anno, ma anche al ristagno di masse d’aria e allo spostamento di altre masse della medesima natura cariche però di inquinanti precursori che determinano appunto la formazione di ozono“.

“La causa dei dati rilevato è pertanto legata – spiega Gentilialla somma di variabili tra loro diverse, come la concentrazione di inquinanti in città e altri agenti presenti nell’area extraurbana. Ad esempio, lo stesso spargimento di digestato legato agli impianti a biogas effettuato in aree agricole dagli impianti potrebbe rappresentare un elemento di cui tenere conto, soprattutto in riferimento ai composti azotati, tra i precursori della formazione di ozono. Occorre pertanto controllare in modo accurato e attento l’utilizzo del digestato, i suoi corretti spandimenti e interramenti, oltre a effettuare una serie di scrupolose verifiche sugli impianti presenti sul territorio che rappresentano siti importanti per la produzione di energia verde, ma vanno inquadrati all’interno di una serie di controlli funzionali ad un loro corretto funzionamento“.

Allo stesso tempo – conclude Gentili è di fondamentale importanza cercare di diminuire i rischi legati alla presenza di inquinanti da riferirsi al traffico cittadino, considerando che, anche se di minore entità rispetto all’ozono, sono stati registrati sforamento anche per quanto riguarda polveri sottili e PM10. Da questo punto di vista, è fondamentale diminuire il traffico automobilistico cittadino, aumentare le Ztl e le Zone 30, incrementare il trasporto pubblico e favorire la ciclabilità in modo significativo allo scopo di diminuire fortemente la concentrazione nell’aria di sostanze inquinanti”.

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