Pubblicato il: 23 Febbraio 2019 alle 12:15

Politica

La Lega: “Termine fa domanda di mobilità alla Asl, si dimetta da presidente di Coeso e Conferenza dei sindaci”

Giacomo Termine si dimetta da presidente del Coeso e dalla presidenza della Conferenza dei sindaci della Asl Toscana Sud Est”.

Lo chiede il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi, dopo aver preso visione della determinazione 416 della Asl Toscana Sud Est sull’ammissione-esclusione dalla mobilità volontaria per la copertura di tre posti di collaboratore professionale amministrativo categoria D. Tra i 27 candidati ammessi alla procedura figura anche il sindaco di Monterotondo ed attuale dipendente del Comune di Gavorrano.

Non contesto le ambizioni professionali di Giacomo Termine che considero legittime – ci tiene a precisare Andrea Ulmi -. Le aspettative lavorative di ciascuna persona sono rispettabili. Quando si hanno incarichi istituzionali e politici, però, è giusto ragionare in termini di opportunità ed anche di rispetto nei confronti dei cittadini che si rappresentano”.

Un rispetto che, secondo Ulmi, si traduce in garanzie che gli stessi debbono ricevere dai loro rappresentanti.

“Giacomo Termine – sostiene Ulmi, oltre ad essere sindaco di Monterotondo, è anche presidente del Coeso-Società della Salute, un consorzio partecipato dai Comuni dell’area grossetana, amiatina e metallifera e dalla Asl Toscana Sud Est. Termine ha anche un altro importante incarico: quello di presidente della Conferenza dei sindaci della stessa Asl Sud Est e questo dovrebbe essere svolto ancor di più a garanzia del cittadino”.

Su questo punto Ulmi si sofferma. “In pratica – sostiene il segretario, il sindaco/presidente Termine da controllore dell’azienda sanitaria, di cui dovrebbe essere sprone di buona amministrazione e critico laddove se ne ravvisi la necessità, diventerebbe, in qualità di dipendente della stessa, controllato. E viceversa, nel senso che da amministratore dovrebbe supervisionare l’attività del dirigente cui sarà, da lavoratore, subordinato. Insomma una situazione paradossale che non dà certo garanzie neppure ai colleghi che lo hanno nominato alla presidenza della Conferenza dei sindaci e neppure del Coeso, visto che, di fatto, viene nominato con l’avallo della stessa Asl di cui potrebbe essere dipendente”.

Il segretario della Lega ricorda un episodio recente. “Solo pochi giorni fa Termine – scrive Ulmi è stato esponente di spicco di un gruppo di 25 sindaci, la maggior parte dei quali grossetani, contro la proposta dei Comuni di Grosseto, Siena ed Arezzo di avere voce in capitolo sulla nomina del nuovo direttore generale della Asl. Ci domandiamo se parlava il Termine garante dei colleghi o il Termine aspirante dipendente dell’azienda?”.

Da ciò la richiesta di Ulmi. “A noi non piace il sistema secondo cui c’è commistione tra carriera lavorativa e carriera politica – sostiene il segretario della Lega -. Una commistione probabilmente legittima sul piano normativo, ma che non giudichiamo tale su quello etico. Per questo chiediamo a Giacomo Termine che, se intende perseguire nella sua, rispettabile, ambizione lavorativa, si dimetta da presidente del Coeso, lasciando la carica al vicepresidente, e di rinunciare all’incarico di presidente della conferenza dei sindaci della Asl Toscana Sud Est“.

Passi che – conclude Ulmisecondo noi avrebbe opportunamente dovuto fare al momento della presentazione della domanda, ma che lo diventano ancor di più con l’ammissione alla mobilità verso la Asl Toscana Sud Est”.

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