Cultura & Spettacoli

Le sculture della grossetana Patrizia Lottini in mostra a Roma

Vecchi attrezzi, ferri rugginosi, tubi e falcetti dimenticati in cantine, parti di macchine in disuso: sono gli oggetti reinventati dalla sapienza della scultrice grossetana Patrizia Lottini. Dall’assemblaggio riconoscibile di questa ferraglia arrugginita l’artista fa nascere nuove forme di vita meccanica: animali astratti e fantasiosi.

Questa originale fattoria di animali meccanici nasce dallo stretto rapporto dell’artista con la natura, in particolare con l’ambiente della Maremma, suo luogo di origine e di vita.

Il contatto costante con l’esperienza di fattoria, la conoscenza della funzione degli attrezzi e la dimestichezza con la vita degli animali si unisce allo studio delle antiche saghe e leggende locali, costituendo il filo di collegamento coerente di tutto il lavoro della scultrice.

 Il disco della frizione di una vecchia millecento che diventa il guscio di una chiocciola o un vecchio forcone che forma la coda di un gallo sono i materiali che, incontrandosi e sovrapponendosi, creano nuove forme e figure dando origine alla fattoria con diversi tipi di vita animale e sconosciuti abitanti dei boschi maremmani, in bilico tra saghe, fantasia ed estro creativo.

 Sono attrezzi e macchine che raccontano del lavoro nei campi e che l’artista destruttura e recupera a nuova vita, dando nuova dimensione alle forme, nuove vite plasmate dall’arte e dalla fantasia.

L’esposizione, a cura di Norberto Vezzoli, a ingresso libero, sarà ospitata dalla Sala Santa Rita, in Via Montanara, a Roma dal 6 febbraio al 2 marzo 2013, dal martedì al sabato, dalle 11 alle 19.

 

Patrizia Lottini nasce a Grosseto nel 1955 e da qualche anno vive in una piccola fattoria al Pian dei Bichi, nel comune di Roccastrada. Dopo diversi anni di lavoro d’ufficio, nel 2005, decide di dedicarsi a tempo pieno solo a ciò che più le interessa: la fotografia, il disegno e la scultura.  Lascia l’impiego, apre un laboratorio e si dedica alla ricerca di nuove forme. Sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Danimarca e Canada.

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