Economia

Dalla Maremma al Senegal: a Dakar il gelato è più buono con il latte toscano

È già in viaggio il primo container refrigerato con il latte della Maremma. Destinazione Dakar, capitale del Senegal. Ad attenderlo l’imprenditore e socio africano della società italo-senegalese, Sall Ibrahima, che lo trasformerà in gelato per le gelaterie La Deliziosa. Il progetto imprenditoriale nasce in Italia, a Pistoia, dall’unione di artigiani italiani e senegalesi del settore di uno dei prodotti del Belpaese più apprezzati nel mondo. E la Maremma gli garantirà la qualità della materia prima.

Al di là del valore economico delle forniture, comunque importanti per noi – dichiara Fabrizio Tistarelli, presidente del Consorzio produttori Latte Maremma –, sono altri gli aspetti straordinari che vorrei sottolineare. Innanzitutto che questa è davvero una bella notizia per il momento storico che stiamo vivendo. Le eccellenti capacità italiane trovano nuovi canali per dimostrare il proprio valore e lo fanno grazie anche a manodopera locale di quel Paese opportunamente formata, dunque in grado di contribuire a creare, nel suo piccolo, sviluppo in loco. Un altro aspetto che mi rende orgoglioso è che la scelta sia ricaduta su di noi che siamo produttori di un alimento come il latte che ha molti e agguerriti concorrenti. Evidentemente il fattore prezzo è stato considerato meno determinante per la qualità che si vuole offrire. E questo dimostra che la grande tradizione italiana, agro-alimentare ed eno-gastronomica, ha la sua ragion d’essere proprio nella fondamentale scelta delle materie prime da trasformare”.

Il container ha caricato, oltre al latte, anche altri prodotti a marchio dello storico consorzio grossetano. Come obiettivo degli imprenditori italo-senegalesi c’è quello di fornire di veri prodotti italiani la crescente di numero classe media residente a Dakar. Come in altri luoghi del mondo anche in Africa mangiare e bere italiano è divenuto sinonimo di benessere e di piacere.

Stiamo molto attenti – conclude Tistarellia non cercare scorciatoie e a credere che i consumatori stranieri non sappiano riconoscere un vero prodotto italiano. È dovere di tutti, non solo nei confronti della propria azienda, ma anche per il sistema Italia, lavorare sempre e comunque per elevare la qualità. Solo con questo metodo di lavoro che ci appartiene storicamente, possiamo garantire futuro di questo Paese”.

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