Pubblicato il: 7 Maggio 2014 alle 12:59

Colline MetallifereCultura & Spettacoli

La strage di Ribolla nelle cronache dei quotidiani dell’epoca e la vergogna di un processo ingiusto

Sarà il volume di Silvano Polvani “Ribolla 1954 – 2014. La tragedia nelle cronache dei quotidiani” ad aprire, venerdì 9 maggio, il nuovo appuntamento con “La miniera a memoria”, la manifestazione promossa dal Comune di Roccastrada insieme a Coeso Società della Salute, Parco tecnologico archeologico delle Colline metallifere, con il patrocinio della Provincia di Grosseto e della Regione Toscana e la collaborazione di Cgil, Fondazione Memorie Cooperative, Isgrec, Maestri del Lavoro, Anmil e Fondazione Bianciardi.
 
L’incontro, in programma per le 15.30, all’ex cinema Mori di Ribolla, oggi centro civico e Porta del Parco, vede la presenza dell’autore e di Claudio Renzetti, segretario generale della Camera del lavoro di Grosseto, Giancarlo Innocenti, sindaco di Roccastrada, Lorenzo Centenari (a cui spetta il compito di coordinare il dibattito), e Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana, che conclude l’evento. 
 
Con una prefazione di Susanna Camusso, segretario nazionale della Cgil, “Ribolla 1954 – 2014. La tragedia mineraria nelle cronache dei quotidiani” (edito da Effigi) ricostruisce la strage del 4 maggio dalle cronache dei quotidiani – raccogliendo anche i contributi di grande firme del giornalismo italiano come Pietro Ingrao, Carlo Cassola, Luciano Bianciardi –, dalle testimonianze di chi ha vissuto quegli eventi e dalle immagini: “Ribolla 1954 – 2014”, infatti, lascia spesso che a parlare siano le fotografie che danno spaccati della vita operaia e dei momenti della tragedia e dei soccorsi più potenti, spesso, delle parole. 
Il volume, che arriva nel 60° anniversario della tragedia, rimasta per tanti aspetti impunita, e nel 70° dalla Liberazione, non vuole solo ricordare il passato per il doveroso recupero della memoria storica; ma far sì che sia monito per il presente, per ribadire l’importanza della sicurezza del lavoro, della tutela e della dignità del lavoratore.
 
A seguire, la Compagnia Instabile dei dintorni presenta “Il fatto non sussiste”. Un atto unico che vuole mettere di nuovo l’attenzione sull’assoluzione della Montecatini, proprietaria della miniera all’epoca dei fatti, da tempo messa in guardia dagli operai delle scarse condizioni di sicurezza in cui ogni giorno si trovavano a lavorare. Quella di Ribolla, infatti, fu per tanti una tragedia annunciata come dimostra l’articolo pubblicato dall’Unità il 25 febbraio del ’54 dal titolo “Nelle miniere della Montecatini usano ancora il porcellino d’India per segnalare l’ossido di carbonio” che causò il licenziamento del sindacalista Otello Tacconi. 
Con “Il fatto non sussiste” la compagnia di teatro amatoriale porta in scena nell’ex cinema, che fu camera ardente per 37 dei 43 minatori uccisi nello scoppio di pozzo Camorra, gli atti processuali e le testimonianza di molti minatori e abitanti di Ribolla.  
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