Agricoltura

Crisi del latte: intervento da 2 milioni di euro per il rilancio del settore ovi-caprino

Rilanciare il settore ovino da latte in Toscana, sostenendo tutta la filiera e promuovendo i formaggi sui mercati internazionali. E’ questa la finalità di due provvedimenti assunti ieri dalla giunta regionale: il primo prevede un finanziamento di 2 milioni, provenienti dal bilancio regionale, il secondo un protocollo d’intesa con il quale coinvolgere nel percorso  organizzazioni professionali e cooperative agricole e i consorzi di tutela dei formaggi Dop.

La Regione – commenta il presidente della Regione Enrico Rossi – sostiene i produttori di latte ovino e caprino che stanno fronteggiando una grave crisi di settore, acuita dalla ristrutturazione di grandi gruppi a livello nazionale. Il pacchetto di interventi messi in campo dalla giunta rappresenta lo sbocco di un intenso lavoro a fianco delle categorie, per tutelare e rilanciare un settore importante della produzione agroalimentare toscana. Anche in questo caso, non ci siamo limitati a tamponare l’emergenza, ma abbiamo previsto interventi e risorse per sostenere e riposizionare l’intera filiera del latte ovi-caprino e dare risposta alle dalle diverse criticità che sono emerse in questa fase, rispondendo così alle istanze dei produttori”.

Le due delibere rappresentano la fase culminante di un percorso che si è attivato nel novembre scorso, quando la crisi del settore è diventata emergenza a seguito dei provvedimenti assunti da due grandi gruppi industriali che hanno disdetto contratti di fornitura dal gennaio 2019 per cento allevatori, collocati principalmente nella provincia di Grosseto.

A seguito di questa situazione – spiega l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi ci siamo subito mobilitati, attivando il tavolo di filiera del settore ovi-caprino da latte, al quale partecipano le organizzazioni professionali agricole, le centrali cooperative,  i Consorzi di tutela delle denominazioni d’origine protetta dei formaggi e i caseifici operanti in Toscana”. L’immediata mobilitazione ha permesso di raggiungere già a dicembre l’obiettivo della ricollocazione dell’intera produzione di latte ovino delle aziende (circa 3,2 milioni di litri su un totale di produzione annua toscana di circa 55 milioni di litri) presso alcuni caseifici locali.

Risolto tempestivamente il problema contingente – ricorda l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi,  la giunta ha deciso  di guardare a un orizzonte più largo, cercando di delineare un intervento capace di sostenere tutta la filiera produttiva, dando risposta attraverso singoli interventi ai principali motivi di crisi: il calo dei consumi, l’aumento dei costi di produzione, il fenomeno delle predazioni”.

Ecco dunque la genesi dei due interventi approvati cui si aggiunge una terza linea d’azione: la presentazione alla Commissione dell’Unione europea di una modifica al Psr 2014-2020 al fine di rafforzare economicamente gli interventi mirati al settore ovicaprino.

L’intervento da 2 milioni di euro

La Regione investe direttamente sul settore risorse provenienti dal bilancio regionale, suddividendo il proprio intervento in due azioni di fondo: la prima rivolta alla promozione, la seconda al sostegno complessivo di tutta la filiera. Per il primo aspetto, la volontà è quella di riuscire a favorire un aumento della domanda da parte dei mercati, specie di quelli internazionali, ma anche da parte della Gdo: a tale scopo è stata varata una misura che utilizza 700.000 euro dei 2 milioni disponili, per la promozione dei formaggi ovini a denominazione di origine protetta. Con il resto della somma prevista, 1,3 milioni di euro, si cerca invece di dare risposta a tutte le questioni poste dagli allevatori (gli anelli a monte della filiera) attraverso, per esempio, sostegni per la perdita di produzione a seguito di attacchi di predatori, aiuti per l’acquisto di animali riproduttori iscritti nei libri genealogici, quindi di qualità, investimenti nelle aziende zootecniche finalizzati a una corretta gestione del pascolo, all’utilizzo sostenibile delle risorse e alla conservazione del paesaggio.

Il protocollo d’intesa

Il protocollo d’intesa ha come obiettivo il rilancio del settore zootecnico regionale, ed in particolare del comparto ovi-caprino da latte, attraverso la realizzazione di azioni comuni finalizzate a migliorare l’efficienza dei rapporti tra tutti i soggetti della filiera ovi-caprina, coinvolgendo sia la produzione primaria (gli allevamenti) che la trasformazione e la commercializzazione, nonché ad aumentare la presenza sui mercati nazionali ed esteri (Unione europea ed extra-Unione europea) attraverso specifici interventi di promozione e informazione.

I numeri del settore

Il comparto ovi-caprino da latte toscano, che si è ridotto in termini di numero di allevamenti del 20% dal 2010 al 2017, conta ad oggi circa 1.000 allevamenti con oltre 324.000 capi ed una produzione stimata di circa 55.000.000 di litri di latte all’anno, corrispondente ad una produzione di formaggio di circa 110.000 quintali.

Il plauso di Leonardo Marras

“Più volte abbiamo sottolineato l’attenzione della Regione al settore del latte, tra i più rilevanti dell’economia toscana e, soprattutto, maremmana. Le misure annunciate oggi dall’assessore Remaschi sono un ulteriore e fondamentale tassello in questa direzione: non solo supporto nella gestione e nel superamento delle emergenze, ma programmazione e investimenti con cui consolidare lo sviluppo della filiera a partire dagli allevamenti – dichiara Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Regione Toscana -. Questo significa un sostegno concreto per tante attività della nostra provincia che potranno così investire in promozione, accrescere la commercializzazione dei prodotti e beneficiare delle azioni che saranno realizzate per rafforzare la filiera. I fari restano puntati sulle molte criticità che colpiscono il comparto, prima tra tutte la piaga delle predazioni, sulla quale la posizione della Regione resta netta, ma oggi possiamo dirci soddisfatti di questi provvedimenti frutto anche del lavoro di concertazione e condivisione avviato pochi mesi fa con l’attivazione del tavolo di filiera per affrontare l’emergenza della disdetta dei contratti da parte di grandi gruppi industriali“.

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