Pubblicato il: 6 Febbraio 2018 alle 12:29

Economia

Lavoro: crescono le assunzioni in Maremma, ma soprattutto con contratti a tempo determinato

A vent’anni dalla nascita il sistema informativo Excelsior si conferma una delle fonti più utilizzate per seguire le dinamiche quali-quantitative della domanda di lavoro espressa dal settore privato.

Per sfruttarne al meglio le potenzialità, nel tradizionale impianto del Sistema Excelsior sono state introdotte nel 2017 una serie di innovazioni metodologiche, tra cui:

  • l’estensione della rilevazione delle caratteristiche qualitative dei flussi a tutte le forme contrattuali rilevate e non solo, come in passato, ai contratti più stabili, con un’attenzione ancora maggiore agli aspetti legati alle competenze richieste da parte delle imprese;
  • la mensilizzazione dell’indagine che consente alle imprese di esprimere la domanda di lavoro con riferimento ad un periodo ravvicinato e, quindi, in una stabilità di contesto che la rende generalmente più affidabile;
  • il coinvolgimento diretto delle Camere di Commercio in tutte le fasi di progetto, consentendo di rafforzare il rapporto diretto tra le strutture camerali e le imprese sul territorio.

Questo contributo vuole essere uno strumento di approfondimento del bollettino provinciale con relative tavole statistiche pubblicato sul sito web della Camera di Commercio nella sezione appositamente dedicata all’informazione economica derivante dal Sistema Excelsior, al link www.lg.camcom.gov.it.

Nel corso del 2017 le imprese grossetane appartenenti ai macro settori industria e servizi hanno dichiarato di aver programmato 16.360 assunzioni inerenti per lo più forme di lavoro alle dipendenze di carattere temporaneo. Ciò spiega quello che a prima vista potrebbe sembrare un numero “esorbitante” di nuove assunzioni in evidente dissonanza con la non facile congiuntura del mercato del lavoro e dell’economia in generale.

In realtà il carattere prevalentemente “precario” delle opportunità di lavoro offerte sul territorio (non solo maremmano) risulta la stridente conseguenza della “paralizzante” incertezza che aleggia sul sistema imprenditoriale, indipendentemente dal territorio di riferimento e nonostante alcuni recenti segnali di ripresa.

Alla luce di questo inciso, quel numero di assunzioni che a prima vista pare “esagerato” risulta compatibile con il contesto attuale. Tradotto in numeri rileviamo che solo il 94,3% dei posti di lavoro offerti riguarda una posizione di dipendente nei confronti dell’impresa (il restante 5,7% interessa contratti di somministrazione, collaborazione e simili), di questi 15.427 posti solo una minima parte (11,1%) si associa a contratti a tempo indeterminato che numericamente assommano a poco più di 1.700.

Nel 69,3% dei casi i nuovi assunti possono ambire (almeno inizialmente) soltanto ad un contratto a tempo determinato mentre nel 13,9% le assunzioni riguardano altre tipologie contrattuali di lavoro dipendente (esclusi contratti a tempo determinato e indeterminato). Il carattere precario delle assunzioni previste nel 2017 dipende anche dai settori maggiormente coinvolti e dalle tipologie professionali più interessate dai citati programmi occupazionali. Infatti, delle assunzioni dichiarate nel grossetano oltre 6.000 sono state programmate nell’ambito di attività connesse a turismo e ristorazione; un settore questo fortemente soggetto a picchi stagionali e dalla domanda discontinua, con la conseguenza che il sistema imprenditoriale utilizza prevalentemente contratti a tempo determinato.

Considerazioni analoghe possono essere sviluppate per il secondo settore economico che nello stesso anno è risultato più interessato dai processi di assunzione, ovvero tempo libero e altri servizi alle persone (2.100 assunzioni previste in ambiti come stabilimenti balneari, gelaterie etc.). I settori a seguire sono commercio, servizi operativi e industria.

Esiste un altro elemento che contribuisce a spiegare la prevalente instabilità occupazionale, ossia la dimensione delle imprese interessate dall’ingresso di nuove figure professionali. L’81% delle nuove assunzioni avviene ”grazie” alle imprese di piccola dimensione ovvero quelle con un numero di addetti che non supera le 49 unità. Si tratta normalmente di imprese meno strutturate e più soggette ai rischi di “mercato” e pertanto con la domanda più incerta. Questo fattore concorre a limitare la possibilità di sviluppare progetti di organico aziendale a lungo termine.

Si aggiunga, tuttavia, che essendo la maggior parte delle assunzioni rivolte verso medium skill (54,7%) o low skill (39,2%). le figure professionali in ingresso sono più facilmente intercambiabili nel tempo, caratteristica che spesso determina un elevato turn over in alcuni particolari settori. Questo concetto è reso ancor più chiaro dall’elenco delle prime sei figure professionali più richieste nel 2017 dalle imprese grossetane: addetti nelle attività di ristorazione; personale non qualificato nei servizi di pulizia; addetti alle vendite; professioni qualificate nei servizi di sicurezza, vigilanza e custodia; conduttori di veicoli a motore; operatori della cura estetica.

Allargando gli orizzonti di riferimento, sia temporali che spaziali, possiamo notare come negli ultimi 10 anni il mercato del lavoro italiano sembra essere cambiato solo qualitativamente. Infatti, limitando la lettura al numero complessivo degli occupati (fonte Istat), questi sono circa 23mila, tanto nel 2008 quanto a fine 2017. In realtà l’andamento del decennio disegna una “W” con i due estremi allineati: la grande crisi iniziata proprio nel 2008 ha cominciato a esaurire i suoi effetti nel 2017, e il mercato del lavoro ha subito un primo forte crollo nel 2009, un modesto recupero nel 2011, un nuovo crollo nel 2012/2013 e ora, finalmente, si intravede una ripresa della dinamicità del mercato del lavoro.

Nel frattempo però alcune professioni sono quasi scomparse ed altre hanno fatto il loro ingresso in un contesto sempre meno prodigo di opportunità soprattutto per i giovani. Inoltre è cambiata la distribuzione della domanda di lavoro tra i settori e la tipologia di contratti utilizzata dalle imprese anche a seguito dei ripetuti provvedimenti legislativi.

Con il progressivo ridimensionamento della presenza dell’industria in Italia, si è sostanzialmente ridotto anche il peso dell’occupazione nelle attività manifatturiere e nelle costruzioni. Per contro sono in aumento gli addetti negli alberghi e nella ristorazione (dagli addetti alle pulizie ai camerieri etc.), nella sanità- assistenza sociale e più in generale nelle attività di collaborazione domestica (colf, badanti, baby sitter etc.).

In estrema sintesi, la delocalizzazione manifatturiera, la riscoperta dell’Italia come meta turistica “sicura” ed in grado di soddisfare tutti i diversi tipi di domanda, l’invecchiamento della popolazione e la crescita delle esigenze di cura degli anziani, l’aumento della forza lavoro femminile e della domanda dei servizi di cura per l’infanzia sono i principali fattori determinanti lo spostamento della domanda di lavoro dall’industria ai servizi con le specificità indicate. I profili non specializzati stanno divenendo obsoleti e sempre meno appetibili per le imprese: operai non specializzati, impiegati generici senza preparazione specifica, commessi che non conoscono lingue straniere etc. sono tutti profili sempre meno richiesti.

Per contro il mondo è sempre più digitale tanto che oggi in Italia, secondo la fondazione Censis, la “macchina” del Web occupa circa 755mila persone, con un balzo negli ultimi sei anni di oltre il 12%. Nel pianeta digitale i confini provinciali e nazionali a livello occupazionale hanno ben poco senso: il mercato del lavoro è sempre più fluido e con sempre meno appartenenze territoriali.

Un’importante società di risorse umane come Easy Hunters ha recentemente fornito un elenco delle figure che risulteranno più richieste nel 2018 a livello internazionale: data scientist (analista specializzato nell’estrarre informazioni dai dati online), blockchain expert (professionista di formazione tecnicoscientifica che si occupa di scrivere protocolli per lo scambio di criptovalute), chief digital expert (si occupa del processo di «trasformazione digitale» delle aziende, ovvero il coordinamento delle attività per il rinnovamento tecnologico dell’impresa 4.0). Nel frattempo, mentre assistiamo ad una evidente mutazione genetica delle figure richieste, si registra che a parità di occupati cresce la percentuale dei contratti a tempo determinato con durata inferiore all’anno.

Sembrano quindi esserci numerosi elementi per affermare, con buona ragione di causa, che è in atto una profonda trasformazione del mercato del lavoro. Ciò potrebbe richiedere un necessario cambiamento di mentalità per l’approccio allo stesso, non solo da parte di entrambe le componenti determinanti (domanda e offerta) ma anche dei soggetti deputati allo studio ed al sostegno dei fenomeni connessi (sistema dell’istruzione e della formazione, enti ed istituzioni etc.). Il governo del Paese nei prossimi anni dovrà tener conto di questi profondi cambiamenti.

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