Pubblicato il: 8 Maggio 2017 alle 23:06

Economia

Indagine Cribis: in Maremma un’impresa su tre puntuale nei pagamenti

Le imprese della Toscana non brillano per puntualità nei pagamenti commerciali. Solo una impresa su tre, il 33,7% delle 350.800 imprese regionali, ha infatti saldato alla scadenza le fatture ai fornitori, contro una media del Paese pari al 35,6%. Il 53,8% invece ha saldato invece entro il mese, il 12,5% oltre i trenta giorni di ritardo, contro la media italiana del 12%.

La buona notizia è che in un solo anno sono calati del 17,8% i ritardi gravi nei pagamenti, uno dei principali indicatori dello stato di salute delle imprese. Rispetto al 2016 è anche leggermente aumentata la percentuale (1,4%) dei pagamenti alla scadenza. Questo è quanto è emerso in sintesi dallo Studio Pagamenti, aggiornato a fine marzo 2017, realizzato da Cribis, la società del Gruppo Crif specializzata nelle business information, che ha studiato i comportamenti di pagamento delle imprese Toscane.

Le imprese toscane, come evidenziano i nostri dati, hanno performance di pagamento inferiori alla media italiana. Ma ci sono segnali di miglioramento nei ritardi di pagamento, in un solo anno sono calati del 17,8% i pagamenti giunti con grave ritardo – commenta Marco Preti, amministratore delegato di Cribis -. Il calo dei pagamenti oltre il mese di ritardo va sicuramente interpretato come un indicatore del miglioramento dello stato di salute delle imprese del territorio. Anche i fallimenti, altro importante indicatore, mostrano infatti ormai da un paio d’anni una costante riduzione. Le stesse aziende però mettono in evidenza che in questi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione difficile, caratterizzata da una riduzione del giro d’affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti. Tutto ciò è quindi la dimostrazione di come la gestione del credito commerciale sia diventata un fattore centrale della vita aziendale, insieme alla qualità dei prodotti e alle strategie commerciali”.

“Come Cribis siamo un osservatorio privilegiato, essendo il partner delle aziende leader dei diversi settori e di oltre 15000 Pmi italiane e per ciò possiamo affermare che le aziende che hanno ottenuto le migliori performance sono quelle che hanno utilizzato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela, in sinergia con le esigenze e gli obiettivi commerciali – continua Preti -. La puntualità dei pagamenti è quindi diventata uno degli elementi chiave per ottimizzare i flussi di cassa e individuare i clienti da fidelizzare e su cui investire“.

Chi gestisce bene il credito commerciale, non solo incassa meglio, ha una migliore gestione del working capital e riduce l’indebitamento a breve, ma diventa a sua volta più virtuoso verso i propri fornitori, distribuendo quindi risorse liquide all’interno della propria filiera. Possiamo quindi affermare che nel prossimo futuro la gestione del credito diventerà un elemento strategico non solo per la singola azienda, ma un obiettivo più generale che tutto il sistema economico deve perseguire”, conclude Marco Preti.

Se si paragonano le performance attuali con quelle del 2010 lo scenario appare ancora preoccupante: i ritardi gravi delle imprese toscane sono aumentati del 150%, quelli alla scadenza hanno registrato una diminuzione del 10,8%.

Entrando nel dettaglio provinciale è Pisa la provincia più virtuosa della Toscana, con una percentuale di pagamenti alla scadenza del 38,3%. Seguono Prato (37,5%), Firenze  (36%), Massa Carrara (35,6%), Lucca (32,7%), Siena (32,6%), Grosseto (32,6%), Arezzo (31,5%), Livorno (29,5%) e Pistoia (29%)

Le micro imprese sono le più puntuali, con una percentuale di pagamenti regolari del 34,5%. Seguono le piccole (33,2%), le medie (27%) e le grandi, che sono le meno puntuali con una quota pari al 18,7%.

Se si guardano i ritardi gravi invece la situazione si ribalta, con le grandi ritardatarie nel 5,7% dei casi e le micro con il 13,7%. Per quanto riguarda i settori, l’edilizia è il comparto che gode di maggiore salute, con il 43,6% di pagamenti alla scadenza e il 10,6% di ritardi gravi. Male invece il commercio al dettaglio, con rispettivamente pagamenti puntuali del 21,6% e pagamenti oltre il mese di ritardo del 20,1%.

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