Festa di San Francesco di Sales: il vescovo Rodolfo incontra i giornalisti

Questa mattina, il vescovo Rodolfo ha incontrato i giornalisti delle testate locali e degli uffici stampa istituzionali per celebrare, a qualche giorno di distanza, la festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazioni.

Si tratta di una piacevole consuetudine, che ormai da anni vede il vescovo ospitare nella sua residenza i giornalisti grossetani per un momento di confronto.

Insieme a monsignor Cetoloni era presente Mauro Banchini, per molti anni giornalista professionista presso l’ufficio stampa della Regione Toscana e già direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Pistoia, impegnato da sempre nell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana).

Il vescovo Rodolfo ha consegnato ai giornalisti il messaggio di Papa Francesco per la 53^ Giornata mondiale delle comunicazioni, intitolato significativamente “‘Siamo membra gli uni degli altri’ (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana”.

Vi ringrazio per il tempo che destinate alla comunicazione – ha dichiarato monsignor Cetoloni rivolgendosi ai giornalisti –, per il rispetto e la delicatezza con cui trattate le notizie della Diocesi“.

Quindi, Mauro Banchini ha offerto qualche spunto di riflessione sul messaggio di Papa Francesco.

Il messaggio del Papa ci ricorda come tutto nel mondo sia connesso – ha spiegato Banchini -, anche noi siamo connessi a qualcosa di inanimato. Al giorno d’oggi i giornalisti sono tollerati, screditati, perchè informano un contesto che ha poca voglia di ricevere notizie. Il messaggio di Papa Francesco è bello, ma non è rivolto esclusivamente agli operatori della comunicazione, è indirizzato a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede“.

Il messaggio si basa sulla Rete, intesa come Internet – ha continuano Banchini: la Rete ci collega, ma ci manipola e ci può intrappolare come una ragnatela. San Paolo afferma che per essere in comunione bisogna deporre la menzogna e dire la verità. La Rete che vogliamo è fatta non per intrappolare, ma per liberare le persone. Il giornalista deve svolgere la sua professione basandosi su due aspetti fondamentali: la libertà di informazione e di critica, ma anche l’obbligo di raccontare la verità dei fatti. Questo mestiere va svolto come una forma di servizio ai cittadini. Il giornalista deve difendere il diritto all’informazione di ogni persona“.

La bellezza della nostra professione – ha concluso Banchinista nel porsi l’obiettivo di creare comunità. Dobbiamo offrire ai cittadini delle informazioni affinchè possano sempre diventare una comunità“.

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