Pubblicato il: 26 Giugno 2019 alle 17:11

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“L’artista bambino”: la mostra al centro di un incontro in biblioteca

Dal 17 marzo al 2 giugno la Fondazione Ragghianti di Lucca ha proposto la mostra "L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento"

Sabato 29 giugno, alle 18, alla biblioteca di storia dell’arte di Montemerano, è in programma una conversazione di Paolo Bolpagni sulla mostra “L’artista bambino” e l’attività della Fondazione Ragghianti.

Dal 17 marzo al 2 giugno la Fondazione Ragghianti di Lucca ha proposto la mostra “L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento”, curata da Nadia Marchioni con il coordinamento del direttore Paolo Bolpagni. 

Fu lo stesso Carlo Ludovico Ragghianti, nel suo celebre saggio del 1969, “Bologna cruciale 1914”, a segnalare la necessità di approfondire i legami tra disegno infantile, arte medievale e produzione figurativa nell’Italia d’inizio Novecento. La mostra ha quindi raccolto l’invito del grande studioso lucchese cui è intitolata la Fondazione, proponendo nuove aperture su tale affascinante prospettiva. 

Alberto Magri, Lorenzo Viani, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai e Tullio Garbari sono soltanto alcuni dei pittori che, nei primi decenni del XX secolo, avvertirono l’urgenza di “tornare bambini”, recuperando la freschezza e la libertà del disegno infantile, in un tragitto che li portò ad avvicinarsi anche all’arte “sorgiva” d’ispirazione popolare e agli arcaismi dei maestri medievali del XIII e XIV secolo. Si trattò, del resto, di un fenomeno che non fu soltanto italiano, ma che attraversò l’intera Europa, influenzando l’opera di grandi maestri quali Picasso e Klee.

Un anno fondamentale nella vicenda italiana può essere indicato – confermando l’intuizione di Ragghianti – nel 1914, quando Carlo Carrà pubblicò su «Lacerba» il saggio “Vita moderna e arte popolare”, nel quale additò le opere eseguite «da bambini, operai, donne» come modello per «assimilare le leggi plastiche manifestate nella loro primordiale purezza».

Su questo e su altro ancora, hanno indagato la mostra e il relativo catalogo, che si pongono in un momento di particolare vivacità dell’attività della Fondazione Ragghianti, che, negli ultimi mesi, ha visto la pubblicazione anche di due monografie (il monumentale volume, curato da Silvia Massa e Elena Pontelli, “Mostre permanenti. Carlo Ludovico Ragghianti in un secolo di esposizioni”, e il libro di Silvestra Bietoletti, “Virginio Bianchi (1899-1970). La vita e l’arte”, l’acquisizione e la ripresa delle pubblicazioni della storica rivista (fondata da Ragghianti nel 1935) “Critica d’Arte”, l’uscita del nuovo numero dell’annuario scientifico “Luk” e molte altre iniziative. 

Ne parlerà il direttore Paolo Bolpagni, che darà qualche anticipazione anche sulla mostra autunnale della Fondazione, “Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana”, a cura di Bozena Anna Kowalczyk, che si svolgerà dal 12 ottobre al 6 gennaio 2020, con nuove importanti acquisizione storico-critiche emerse dagli studi condotti sul tema in vista di questa occasione espositiva.

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