Colline del Fiora

Anarchici, follia e repressione ad inizio ‘900: se ne parla in un incontro in biblioteca

Sabato 21 aprile, alle 17.30, alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano, l’Accademia del Libro promuove la conversazione di Marco Ciancio Todaro dal titolo “Anarchia e follia, l’internamento dei sovversivi nell’Italia liberale”

Durante la conversazione si affronterà il tema dell’internamento di alcuni anarchici italiani nei manicomi del Regno, nel periodo compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e la Grande Guerra.

Nell’arco delle prime teorizzazioni sulla follia, diverse categorie rientrarono nel novero dei “pazzi”; tra questi anche gli anarchici, che rappresentarono, per i medici-alienisti dell’epoca, la forma più emblematica del pervertimento dei sentimenti e delle passioni politiche. Al limite tra la genialità e la malattia, i “sovversivi” furono oggetto di molte indagini nelle riviste di freniatria e in alcuni saggi di Cesare Lombroso. Contemporaneamente, l’ultimo ventennio dell’Ottocento fu investito dall’offensiva anarchica della propaganda del fatto, caratterizzata da numerose iniziative terroristiche portate avanti da singoli individui contro monarchi e governanti. Il ricovero manicomiale divenne dunque, nelle teorie degli psichiatri e degli antropologi dell’epoca, una soluzione utile non solo alla cura della malattia, ma anche al confinamento di soggetti pericolosi per l’ordine pubblico e sociale, la cui etichetta di folle poteva depotenziare il significato politico degli attentati.

Per comprendere le dinamiche che agivano nel corso della degenza degli anarchici negli istituti manicomiali, durante la conversazione si farà riferimento alle cartelle cliniche di alcuni internati e alle perizie riguardanti i singoli attentatori, documenti utili al fine di appurare l’applicazione pratica dell’azione politico-repressiva dell’istituzione manicomiale.

La conversazione, che si avvarrà anche della proiezione di immagini, sarà introdotta e commentata da Uliano Pieraccini e Giancarlo De Maria.

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