Pubblicato il: 18 Maggio 2019 alle 16:58

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Confindustria incontra gli aspiranti sindaci: ecco gli impegni dei candidati

Massima condivisione dei contenuti previsti nel documento elaborato dal Tavolo di lavoro per lo sviluppo del territorio della provincia di Grosseto e tante singole strategie per lo sviluppo dei Comuni di Follonica e Scarlino, raccogliendo l’appello di una gestione all’insegna della collaborazione.

La delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud ha riunito i candidati sindaci dei due Comuni in un confronto pubblico, alla presenza di alcuni imprenditori locali, nella sede dell’Incubatore d’impresa di Grosseto Sviluppo alla Botte di Scarlino.

«L’obiettivo di questo confronto – ha detto Francesco Pacini, presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud, moderatore del confronto insieme con Antonio Capone, Giovanni Mascagni e Ivano Avanzini sono le imminenti elezioni amministrative, ma in realtà è un ulteriore passo avanti verso le decisioni da prendere per lo sviluppo economico della nostra zona, che sconta numeri drammatici. Proprio a Follonica è nato il Patto per lo sviluppo, che poi ha portato al documento elaborato dal Tavolo di lavoro per lo sviluppo del territorio della provincia di Grosseto, presentato in Camera di Commercio, sottoscritto da ben quindici associazioni di categoria, compresa Confindustria. Un risultato mai raggiunto prima in Maremma. Documento che prevede alcuni punti fondamentali: le infrastrutture, in particolare il Corridoio Tirrenico e la Due Mari, le azioni per il turismo, per l’agricoltura e per il manifatturiero, la formazione e la tecnologia. In provincia attualmente abbiamo 100mila posti di lavoro e dal 2008 ne abbiamo persi diecimila: dobbiamo reagire e dobbiamo farlo tutti insieme. Follonica e Scarlino devono rappresentare una realtà unica: così sarà ancora più facile collaborare».

Per il Corridoio tirrenico Confindustria ha chiesto la condivisione di un progetto preciso, quello approvato dal Cipe alla fine del Governo precedente: un’opera viaria a quattro corsie con limite di velocità a 110, per poter essere inseriti nelle mappe logistiche. Appello raccolto da tutti i candidati, disponibili alla collaborazione con il Comune vicino. Meno convinti, invece, di non considerare il turismo la risorsa principale su cui puntare, nonostante i numeri dimostrino che il comparto vincente sia l’export.

«Lavorare insieme – ha detto Roberto Maestrini, candidato sindaco di Scarlino per Pensiamo Scarlino – è uno dei punti fondamentali del nostro programma. Consideriamo cruciali per lo sviluppo la formazione, la logistica digitale e la tutela ambientale. Vogliamo agevolare le startup, per attirare gli investimenti dei giovani».

Marcello Stella, candidato sindaco di Scarlino per Scarlino insieme, ha ribattuto che «i dati sono preoccupanti ma non drammatici. Fondamentale sarà l’azione della nuova Cabina di regia per il territorio. Abbiamo fatto passi avanti nell’economia del mare, ma la dotazione infrastrutturale è ancora carente: non solo viaria, ma anche ferroviaria. L’amministrazione comunale, per dare una risposta immediata a chi investe, può garantire una burocrazia più snella. Più difficile agire sulla tassazione locale».

Andrea Benini, candidato sindaco di Follonica per il centrosinistra, punta sulla formazione: «Dobbiamo dare ai ragazzi gli strumenti per scegliere la strada che vogliono percorrere. È questa la priorità per costruire un futuro per il nostro territorio. E nessun Comune può dirsi isolato dall’altro: c’è un sistema di relazioni, dobbiamo ragionare come realtà produttiva unica, mettere allo stesso tavolo il Comune, Confindustria e le imprese, bilanciando sviluppo industriale, manifatturiero e turistico».

Emilio Bonifazi, candidato sindaco di Scarlino per Scarlino merita, ha sottoscritto «il principio dell’alleanza», ma ha puntualizzato: «Quest’area industriale dà lavoro a oltre mille persone, il 10% scarlinesi. Dobbiamo condividere benefici e oneri, anche con gli imprenditori. Vogliamo soluzioni condivise, nessun impianto imposto. E niente industrie che minano la buona volontà delle altre. Altrimenti vengono meno i presupposti di collaborazione. La formazione? Purtroppo qui l’alternanza scuola-lavoro non funziona. Occorre un sistema diverso».

Alessandro Berardi, candidato sindaco di Follonica per Casapound, annuncia «agevolazioni fiscali per le nuove aperture e formazione per il comparto manifatturiero. Dobbiamo pensare a sviluppare poli che pensino alla green economy, per un’industria che non disturbi il turismo. E Confindustria ci può dare una mano. Serve un progetto di marketing che sviluppi e promuova l’area a livello internazionale e un brand locale per sostenere i progetti di agricoltura».

Aldo Iavarone è intervenuto in rappresentanza di Pierluigi Versari, candidato sindaco di Follonica per Follonica nel cuore: «La politica in questi anni non è stata lungimirante, non ha visto oltre l’ostacolo e la provincia è rimasta ingessata. Ma abbiamo ancora un territorio incontaminato, che ci permette di essere un valore aggiunto. È mancata la programmazione: il turismo va trattato come un piano triennale dei lavori pubblici, non con programmazioni annuali. Il dato preoccupante è la disoccupazione: vogliamo creare un ufficio che si occupi di giovani».

Francesco De Luca, candidato sindaco di Follonica per Follonica in movimento, ha dichiarato di puntare «sullo sviluppo dei posti di lavoro. Purtroppo è mancata un’attività seria di pianificazione. A Follonica abbiamo una zona artigianale che dovrebbe essere più curata, perché è abbandonata a se stessa. Iniziamo dalle piccole cose per arrivare a quelle grandi. Inoltre proporrei di lavorare a un unico ufficio di pianificazione territoriale per Follonica e Scarlino, per creare un Piano operativo intercomunale. E occorre un’industria sostenibile».

Massimo Di Giacinto, candidato sindaco di Follonica per il centrodestra, sostiene «la Cabina di regia: uno strumento utile che ci impegniamo a sostenere. L’economia follonichese non è di tipo industriale, ma dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo al confine, cioè l’area del Casone, che ha rappresentato e continua a rappresentare fonte di reddito, occupazione e sviluppo. Abbiamo anche noi una zona industriale, trasformata in artigianale e industriale, con tante eccellenze, che però è abbandonata e sacrificata: deve avere il giusto decoro e la giusta sicurezza. E vogliamo, in prospettiva, che anche il turismo sia un’industria».

Francesca Travison, candidata sindaco di Scarlino per Scarlino può, ha ricordato che «la realtà industriale fa parte della nostra storia. È stata fondamentale per l’economia, soprattutto per le famiglie: prima le miniere, e poi industria pesante, hanno portato ricchezza e non possiamo far finta che non ci siano. Ma l’industria pesante, esclusa l’esistente, non può avere nuovi insediamenti. Abbiamo in mente un altro tipo di economia industriale: la green economy, l’economia circolare, che potrebbe risolvere qualche nodo, come quello dei rifiuti, superando il problema degli scarti».

Gli imprenditori presenti hanno sollecitato i candidati ad occuparsi in particolare della logistica digitale e della formazione.

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