Attualità

Decennale Concordia: un incontro con i testimoni di quella tragica notte

L'iniziativa si è svolta nella sala della Protezione Civile

I primi giorni di gennaio resteranno per sempre dedicati alla Concordia. Quel tragico naufragio, le 32 vittime, la solidarietà dell’intera comunità dell’Isola del Giglio e di tutta la provincia di Grosseto hanno segnato l’inizio di questo secondo millennio.

“Il ricordo, le cerimonie e le parole – commenta Francesco Limatola, presidente della Provincia – non sono, dunque, un esercizio di retorica, ma un impegno civile forte perché episodi di questo genere non si ripetano mai più. Per questo motivo ho voluto prolungare la narrazione di quanto successe quella notte sia nel tempo che nei luoghi. Oltre al luogo dell’evento, anche all’ultimo piano di uno dei palazzi della Provincia in piazza Martiri d’Istia ci fu un drappello di persone che cercò di organizzare gli aiuti e sostenere le persone coinvolte. Nella stanza della Protezione Civile si riunì il comitato presieduto dal Prefetto, che per i primi giorni coordinò gli aiuti, e oggi ho chiesto a quegli stessi tecnici, funzionari, militari, giornalisti di ritrovarsi nello stesso luogo“.

Nella sala della Protezione Civile sono arrivati oggi (ndr sabato 15 gennaio) l’attuale Prefetto di Grosseto, Leonardo Marras, che era presidente della Provincia, e Fernando Pianigiani, all’epoca assessore provinciale ai lavori pubblici, il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, e l’ingegner Massimo Luschi.

Tutti insieme hanno ricordato le sensazioni provate quella notte e nei giorni successivi, lo sgomento e l’incredulità per un evento di quel genere, il dolore per ogni ritrovamento delle vittime che ha scandito quei giorni, la gara dei gigliesi per salvare le persone. Le comunità del Giglio, ma anche di Grosseto tentarono di mitigare con l’affetto e il sostegno il dramma vissuto dalle centinaia di naufraghi che arrivarono a terra dopo aver perso tutto quanto avevano a bordo.

Subito dopo l’incontro è stata inaugurata la mostra delle fotografie di Carlo Tardani, che resterà aperta nella Sala Pegaso della Provincia fino al 5 febbraio.

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