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“Cantiere domani”: un incontro per parlare della metamorfosi dello spazio pubblico

Martedì 21 giugno il secondo open meeting del progetto "Urban resilience"

Martedì 21 giugno, alle 18, nell’arena della Ciclofficina Ruote Libere, in via Matteotti 77/79 a Grosseto, il secondo open meeting relativo alla rigenerazione urbana a base culturale nell’ambito del progetto “Urban Resilience“, vincitore dell’avviso pubblico “Creative Living Lab”, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della cultura.

“Cantiere domani” è un lasso di tempo (dal 13 al 24 giugno) nel quale verranno raccontati, realizzati e restituiti gli interventi artistici presentati con il progetto “Urban Resilience”: dagli interventi di arte muraria sulla facciata della Ciclofficina Ruote Libere, a cura dell’artista Alleg, al confronto tra esperienze e percorsi di associazioni e realtà che hanno fatto della rigenerazione urbana, dell’urbanistica tattica e dell’arte (nel più ampio respiro) una vera e propria dimensione di vita e di manifestazione e attivazione di azioni concrete. Lirico e ancestrale, il lavoro di Alleg punta a restituire il senso della felicità cittadina laddove i contesti sociali e le opportunità di aggregazione sono più complessi. Alleg è un artista che vive nel presente, le sue opere sono impregnate di riflessioni sull’epoca moderna: l’attualità, nelle sue declinazioni umane e sociali, rappresenta il motore di una costante ricerca volta alla sensibilizzazione collettiva.

L’evento sarà coordinato da Sofia Bonacchi, dell’associazione culturale “A testa alta” di Firenze, capofila del progetto. Il coordinamento dell’incontro è a cura della cooperativa Arcobaleno di Follonica, partner della cooperativa Melograno, e di Fondazione Grosseto Cultura, nella persona di Mauro Papa, direttore del Polo culturale Le Clarisse. L’incontro vede figure di rilievo nel panorama dell’urbanistica tattica e della rigenerazione urbana a base culturale. Saranno infatti al centro di questo incontro Laura Caruso, di CasermArcheologica di San Sepolcro, che si occupa di pratiche concrete che vedono in campo architetti, urbanisti, artisti, giuristi, associazioni, singole persone, esperti in economia e in politiche sociali (CasermArcheologica mostra che esistono almeno due generazioni di persone che hanno desiderio e capacità per ripartire dal patrimonio artistico trascurato e dal capitale umano, per creare valore intorno a questi beni); Olivia Gori ed Emanuele Barili, per Ècol studio di progettazione multidisciplinare, che sviluppa strategie ed estetiche non convenzionali in risposta ad istanze ed esigenze della contemporaneità. Il loro lavoro è il risultato dell’osservazione e dello studio del contesto specifico di ogni progetto.

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