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Castanicoltura e cambiamenti climatici: se ne parla in un incontro sull’Amiata

L'iniziativa è in programma mercoledì 24 settembre, alle 16.30

Si terrà mercoledì 24 settembre, alle 16.30, in piazza Donatori di sangue, a Castel del Piano, un incontro tecnico per i castanicoltori dell’Amiata, dal titolo: “Misure di adattamento dei castagneti ai cambiamenti climatici; mitigazione del danno del cinipide galigeno e degli agenti di marciume radicale e del frutto”.

L’incontro, organizzato dall’Associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata Igp, fa parte delle attività del progetto Forecast finanziato dalla Regione Toscana nel Psr 2014-2020 con la sottomisura dell’innovazione 16.2.

Per l’attuazione del progetto Forecast è stato creato un gruppo operativo multidisciplinare cui partecipano, oltre l’Associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata Igp, alcuni castanicoltori dell’Amiata (Roberto Ulivieri, Mirco fazzi, Francesco Monaci, la cooperativa Pro.Ca.Am.), Certema Scarl, la Cipa-At di Grosseto e l’Università della Tuscia di Viterbo – Dibaf. Il coordinatore del gruppo operativo e del progetto è l’agronomo Giovanni Alessandri dello Studio Agricis di Cinigiano.

L’incontro riveste una certa importanza alla luce dell’impatto che hanno i cambiamenti climatici in corso sui castagneti e sulle produzioni. Il progetto Forecast è in piena attuazione e coordinato scientificamente dal professor Andrea Vannini dell’Università della Tuscia. Molti sono gli attori in campo ed in particolare la dottoressa Romina Caccia del Dibaf, responsabile delle sperimentazioni compiute nei castagneti dell’Amiata, e il dottor Roberto Moscetti, sempre dell’Università della Tuscia, che si occupa, assieme ad un team di ricercatori, della valutazione della sanità delle castagne attraverso analisi non distruttive mediante misurazioni spettrofotometriche. Impiegando tale tecnologia sarà sviluppata una soluzione automatizzata o semi-automatizzata (un sistema di supporto decisionale che faciliti il lavoro degli operatori) di cernita delle castagne affette da marciume o danno da insetto, non visibili all’analisi visiva. Quest’attività è propedeutica all’integrazione della metodica nel prototipo per la cernita delle castagne, la cui realizzazione è uno dei prodotti del progetto Forecast.

Circa le attività in campo, durante la primavera ed estate dell’anno in corso, sono state realizzate alcune attività del progetto nei castagneti dell’Amiata. Il posizionamento, in due castagneti adulti, di trappole per il monitoraggio di Xylosandrus germanus, scolitide invasivo che si insedia nel legno di castagno, con azione fortemente debilitante e anche letale per giovani piante e getti. La parcellizzazione di un castagneto giovane e prove di efficacia di ammendanti e induttori di resistenza per il controllo di Gnomoniopsis castanea, l’agente del marciume delle castagne. Sono stati selezionati quattro gruppi di piante su cui sono stati effettuati quattro diversi trattamenti: due per endoterapia, uno fogliare, e un testimone non trattato.

I risultati saranno valutati alla caduta delle castagne in ottobre-novembre del corrente anno attraverso indici di danno e analisi microbiologiche sula presenza dell’agente del marciume. In due castagneti adulti, prove di efficacia di un prodotto a base di Brassica sp., per il controllo del Mal dell’Inchiostro causato da Phytophtora spp. mediante palo iniettore all’interno del terreno. Anche in questo caso sono state delimitate due parcelle, una trattata e una non trattata come testimone, scelte a confine con piante con sintomi da mal dell’inchiostro. Sono stati anche prelevati dei campioni di suolo per il riconoscimento l’identificazione e quantificazione comparativa delle specie di Phytophtora in campo. Altri campionamenti di suolo saranno effettuati negli anni a venire.

“Il progetto Forecast – sottolinea Giovanni Alessandri – è di un interesse fondamentale per la castanicoltura amiatina, in quanto ormai da diversi anni cali produttivi, accompagnati da un proliferare di vecchie e nuove malattie e di patogeni un tempo sconosciuti, rischiano di far abbandonare gran parte dei castagneti recuperati negli ultimi anni“.

Lorenzo Fazzi, presidente dell’Associazione della castagna del Monte Amiata Igp, ritiene indispensabile innovare il modo di fare castanicoltura sull’Amiata: “Solo in questo modo si può rimanere sul mercato e si possono cercare soluzioni alle molte problematiche del settore. La nostra associazione è quindi pronta a nuove sfide e a nuovi progetti”.

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