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Un weekend all’insegna della cultura alla biblioteca di storia dell’arte: il programma

Ecco i due eventi organizzati dall'Accademia del Libro di Montemerano

Aggiornamento ore 15.33: a seguito della richiesta di diversi soci di evitare la sovrapposizione tra un’iniziativa molto attesa e la partita degli Europei di calcio tra Italia e Belgio, l’Accademia del Libro ha deciso, d’intesa con i relatori, di rinviare la conversazione di Antonio Camillo e Lucio Niccolai “Vino, vigne e territorio. Vitigni autoctoni e tradizionali, vini di territorio in Maremma” prevista per domani, venerdì 2 luglio, alle 21, nel giardino della biblioteca di storia dell’arte di Montemerano.

Rimane invece confermata la conversazione di Ermanno Detti e Paola Parlato, in programma sabato 3 luglio, alle 18, sulla Divina Commedia proposta ai ragazzi.


Doppio appuntamento nel weekend alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano.

Venerdì 2 luglio, alle 21, è in programma l’incontro “Vino, vigne e territorio. Vitigni autoctoni e tradizionali, vini di territorio in Maremma“, una conversazione di Antonio Camillo e Lucio Niccolai.

La viticoltura ha, in Maremma, una lunga storia, importante, anche se spesso secondaria rispetto ad altre coltivazioni e forme di uso del territorio imposte dalle condizioni ambientali. Non mancano attestazioni archeologiche e storiche di vario tipo e in, epoca più recente, ai tempi dell’inchiesta agraria Jacini i cui risultati furono pubblicati nel 1883, la coltivazione della vite risultava uniformemente diffusa su tutto il territorio maremmano e numerosissimi (un’ottantina quelli censiti e ricordati negli Atti dell’Inchiesta nel territorio maremmano) erano i vitigni tradizionali coltivati per la vinificazione, differenziati per microaree interne della provincia, dalla montagna al mare.

A partire dagli anni Settanta del Novecento si moltiplicano le iniziative cooperativistiche e imprenditoriali finalizzate a valorizzare specifiche produzioni, con la definizione delle Doc e l’imbottigliamento rivolto ai mercati nazionali e internazionali. Le produzioni locali e la loro qualità attirano l’attenzione delle grandi aziende produttrici. Scrive Fabio Pracchia, storico collaboratore di Slow Wine e acuto osservatore delle dinamiche vitivinicole in correlazione con la storia dei territori: «La vicinanza al mare e il calore assicuravano quella concentrazione zuccherina delle uve necessaria a ottenere vini potenti e caldi che l’enologo poi avrebbe saputo mettere in equilibrio attraverso pratiche di cantina». La commercializzazione spinta, però, spesso ha come effetto collaterale «l’inaridimento della personalità del vino, con la progressiva omologazione del sapore, dissipando la diversità stratificata da millenni di viticoltura mediterranea»

È in questo contesto che emerge l’importanza e il ruolo, nell’affermazione  di un nuovo scenario enologico, di figure di viticoltori, come appunto Antonio Camillo, capaci di rimettere in contatto il vino con il paesaggio, e riconnettere la viticoltura al flusso della storia e del contesto culturale, attraverso il recupero, la riscoperta e la valorizzazione dei vitigni tradizionali e l’utilizzazione di vigne vecchie (sia come varietà coltivate sia come impianto).

Da questa ricerca nascono i vini di territorio di cui parlerà, assieme a Lucio Niccolai, Antonio Camillo.  La conversazione sarà accompagnata dall’assaggio di alcuni dei prodotti (come ad esempio il Ciliegiolo e il Procanico) più importanti e rinomati della sua azienda.

Sabato 3 luglio, alle 18, all’interno delle iniziative “Montemerano per Dante”, è in programma l’incontro “La Divina Commedia proposta ai ragazzi”, una conversazione di Ermanno Detti e Paola Parlato.

Esperti della comunicazione rivolta ai giovani e studiosi della letteratura per ragazzi, Ermanno Detti e Paola Parlato dirigono la rivista  «Il pepe verde. Letture e letterature giovanili», fondata nel 1999 con lo scopo di promuovere la lettura come piacere e strumento di formazione permanente. Il periodico informa sulle tendenze e sulle novità nel campo della letteratura giovanile e sui più importanti eventi culturali italiani ed esteri, mentre affronta le questioni più rilevanti sugli sviluppi della produzione editoriale attuale.

In particolare la conversazione di sabato 3 luglio – nell’ambito degli incontri promossi dall’Accademia del Libro nel VII centenario della morte di Dante – verterà sull’importanza della trasposizione delle grandi opere classiche in testi per ragazzi, ed in particolare sulla Divina Commedia, di cui Ermanno Detti ha curato un adattamento per la Giunti di Firenze nel 2017, nell’ambito della collana “Raccontami un classico” che ha la finalità di avviare «a un primo incontro con i grandi autori del passato senza tradirne il senso e lo spirito, per invogliare i giovani lettori ad avvicinarsi agli originali».

Ermanno Detti, originario di Manciano, è considerato tra i precursori degli studi sulla formazione dei giovani lettori e sulle letture tra loro più diffuse. La sua opera più famosa, “Il piacere di leggere”, è stata pubblicata da La Nuova Italia nel 1987 e riedita nel 2002. Dopo aver conseguito la laurea in lettere, Ermanno Detti si è dedicato prima all’insegnamento e poi al giornalismo, collaborando con la rivista “Riforma della Scuola”, diretta da Lucio Lombardo Radice e poi da Tullio De Mauro.

Ha insegnato all’Università di Roma Tre, all’Università di Bolzano e all’Istituto Europeo del Design. Giornalista e scrittore, è autore di decine di testi di saggistica, romanzi e racconti.

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