Pubblicato il: 10 Dicembre 2016 alle 21:51

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Arcidosso: inaugurato il Museo di arte e cultura orientale. Presenti oltre 600 visitatori

Grande successo e partecipazione di pubblico, con ben 600 presenze, in occasione dell’inaugurazione del primo Museo di arte e cultura orientale di Arcidosso, svoltasi oggi, dalle 9.30, nella suggestiva cornice del Palazzo settecentesco della ex Cancelleria, parte del complesso medievale del Castello Aldobrandesco, messo a disposizione dal Comune di Arcidosso. Presenti all’evento il sindaco di Arcidosso, Jacopo Marini e Namkhai Norbu, il presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Eugenio Giani, numerosi invitati, personalità politiche e rappresentanti di università e centri di ricerca internazionali, rappresentanti della Comunità Dzogchen di Merigar e del resto del mondo.

Al mattino si è svolta, presso la sala conferenza,la presentazione ufficiale del museo. Dopo l’introduzione e i ringraziamenti di rito del cerimoniere, Costantino Albini, ha preso la parola il sindaco Jacopo Marini, che ha ringraziato il maestro Namkhai Norbu, definendolo “un uomo di pace”, sottolineando quanto ormai Merigar faccia parte integrante del contesto territoriale e culturale: la realizzazione del Museo ne rappresenta la concretizzazione.

Il sindaco ha poi sottolineato che in una realtà dove si tende, per paura, a costruire muri e barriere, questo progetto è un ponte tra la cultura orientale e quella occidentale, basato su valori comuni di tolleranza, compassione e pace. Infine, ha espresso la volontà che il Monte Labro, simbolo di energia e spiritualità, diventi sito Unesco.

Ha dato il suo speciale benvenuto Namkhai Norbu, che ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti in questo progetto. Infine, il direttore del museo, Alex Siedlecki, ha espresso la sua profonda riconoscenza per tutti gli operatori, volontari, professionisti e artigiani locali che hanno reso possibile la realizzazione del museo.

Nel pomeriggio, dopo un divertente flash mob, con tipiche danze tibetane, che hanno coinvolto e stupito abitanti e turisti, si è svolta una seconda conferenza aperta al pubblico, che ha approfondito e illustrato le attività dei diversi curatori e le opere esposte nelle varie sezioni del museo. In particolare, dopo la presentazione del coordinatore, Fabio Maria Risolo, il sindaco Marini ha ribadito l’importanza dei valori portanti legati alla spiritualità e diffusi dalla comunità Merigar.

Il direttore del museo, Alex Siedlecki, ha rinnovato l’invito a visitare questo singolare polo espositivo, ribadendo l’importanza della collaborazione per la riuscita dell’operazione. Jacobella Gaetani, curatrice e coordinatrice dei progetti, responsabile dei testi e della ricerca effettuata dietro ai vari allestimenti del museo, si è soffermata soprattutto sulla prima galleria, simbolo del viaggio, da Alessandro Magno a Marco Polo, punto di incontro tra le varie civiltà. Giorgio Barberio Corsetti, direttore creativo, si è soffermato sul valore delle immagini, non soltanto relative a oggetti esposti, ma anche a video e proiezioni che, attraverso il movimento, creano una continuità rappresentativa della vita stessa, facendo del Maco un museo vivente e in divenire che si avvale anche delle tecnologie più avanzate.

Aurora Graldi, storico di arte orientale dell’Università di Vienna, curatrice della sezione sculture, ha illustrato alcune delle realizzazioni più significative, tra cui la statua del Buddha, riproduzione di quella esposta al centro del tempio di Lhasa, fulcro e simbolo della storia tibetana. Fabian Sanders, tibetologo, dell’Università di Venezia, curatore di lingua e letteratura tibetana, ha spiegato l’importanza della dualità linguistica del tibetano negli aspetti legati alla sonorità, al significato delle parole e alla loro relazione. L’architetto Lara Sani, di StudioAbitare2000, direttore dei lavori di restauro della sede del museo, ha parlato dei lavori di restauro, accennando all’Art Bonus che consente, con il supporto di donazioni private, il restauro di edifici pubblici vincolati.

Federico Capriuoli, ingegnere, curatore dell’installazione di Virtual Reality, ha specificato quanto la tecnologia sia in costante evoluzione e possa contribuire alla conoscenza dei luoghi e che il modello virtuale utilizzato nel museo si avvale di una forte componente artigianale. Infine, il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, ha evidenziato la forte componente di identità, solidarietà, rispetto e tolleranza, attraverso cenni storici, della Toscana, che trovano esempio concreto nel museo, all’inizio di un percorso destinato a una futura evoluzione.

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