I piccoli comuni verso una mobilitazione contro il patto di stabilità

“La sacrosanta denuncia del sindaco di Pitigliano Pier Luigi Camilli sulle storture del patto di stabilità conferma ancora una volta l’assurdità di un provvedimento sbagliato e ingiusto e che in maniera scellerata il governo Monti e il parlamento hanno voluto estendere anche ai comuni sotto i cinquemila abitanti con il risultato di condannarli alla paralisi”.

Ad affermarlo è Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano e coordinatore della Consulta piccoli comuni di Anci Toscana, che interviene sull’estensione del patto di stabilità ai comuni tra 1000 e 5000 abitanti che sta mettendo in seria difficoltà i comuni toscani.

“Da tempo l’Anci nazionale, e per la sua parte quella toscana, chiedono di modificare profondamente il patto di stabilità, così come hanno chiesto inutilmente di non estenderlo ai piccoli comuni – prosegue Vanni -. E’ semplicemente paradossale che si imponga ai Comuni di pagare in tempi brevi i fornitori, dimenticando che proprio la legge di stabilità impedisce anche a chi ha i fondi necessari di poterlo fare. Il coordinamento dei piccoli comuni dell’Anci Toscana, assieme all’Uncem, promuoverà a breve una mobilitazione degli amministratori locali e tutte quelle iniziative a sostegno della battaglia dell’Anci. L’assenza in tempi brevi di modifiche sostanziali comporterà inevitabilmente l’invito ai sindaci a non approvare i bilanci di previsione per il 2013”.

Anci Toscana invierà inoltre nei prossimi giorni una lettera ai sindaci e ai responsabili finanziari dei Comuni toscani con popolazione superiore ai 1000 abitanti per aggiornarli sul confronto istituzionale da poco aperto con la Regione Toscana relativo al Patto di stabilità territoriale per il 2013.

La posizione dell’Associazione, in sintesi, è quella di richiedere l’aumento delle risorse disponibili, visto l’ampliamento dei potenziali soggetti beneficiari che comprende da quest’anno anche i Comuni compresi tra i 1000 e i 5000 abitanti, e la possibilità che venga prevista in autunno un’ulteriore “chiamata” per i Comuni interessati (che si aggiungerà alla prima che presumibilmente avverrà a maggio).

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