Pubblicato il: 1 Febbraio 2017 alle 18:07

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Arcidosso, Amati: “Profughi sistemati in un luogo sperduto, decisione inadeguata del sindaco”

L’accoglienza dei profughi e la loro sistemazione nel comune di Arcidosso è decisione di un’unica persona, cioè il sindaco Jacopo Marini, il quale, senza informare il Consiglio comunale delle proprie azioni e decisioni, ha partecipato ad una riunione col Prefetto, dando la disponibilità ad accogliere 14 profughi all’interno di due appartamenti di edilizia residenziale agevolata, di proprietà della cooperativa La Serenissima, nella piccola frazione Zancona“.

A dichiararlo è Guendalina Amati, consigliere comunale di Insieme per Arcidosso nel Consiglio comunale del paese amiatino.

“Tale scelta da parte del sindaco Marini appare alquanto improvvida, inadeguata, unilaterale, assolutamente non condivisa con il Consiglio comunale, in un borgo come quello della Zancona, abitato da circa 35 anziani con un’età al di sopra degli ottant’anni, situato a 5 chilometri da Arcidosso, senza alcun tipo di servizio e senza copertura di telefonia mobile – spiega Guendalina Amati -. Se questa è l’accoglienza che il sindaco pensa di offrire ai profughi, come consigliere comunale e soprattutto come donna rimango basita, provo ad immaginare le difficoltà di questi ragazzi che si troveranno in mezzo ai boschi, in un borgo isolato, i cui residenti sono anziani e pochissimi, senza nessuna possibilità di poter parlare con il cellulare, ma penso anche agli abitanti della frazione che dovranno confrontarsi con 14 profughi“.

“Dov’è la figura del sindaco di tutti, visto che non ha informato né i consiglieri comunali né la popolazione delle sue scelte? Dov’è l’integrazione per queste persone,che saranno mandate in un luogo lontano dal capoluogo​, dalla vita sociale, privi di servizi e di compagnie telefoniche che coprono il territorio e quindi senza la possibilità di comunicare? Qui non si tratta di non volerli accogliere, ma di essere obiettivi, la Zancona non è il luogo adatto per nessuno dei soggetti in causa – continua il consigliere  -. Se davvero vogliamo fare accoglienza e non buonismo, né tantomeno razzismo, come avvenuto in questo caso, dove è stata data la disponibilità, ma poi l’ubicazione scelta è sbagliata in tutto e per tutti, mi chiedo, il sindaco per caso ha una forma di vergogna nel collocarli nel centro urbano? Sento quotidianamente accuse di razzismo alle correnti di centrodestra, ma il voler accogliere e allo stesso tempo nascondere questi profughi in lochi ameni, allora mi domando, i razzisti veri chi sono? Il giudizio in merito lo lascio a voi“.

“Allora dico e diciamo che va trovata una localizzazione diversa e veramente idonea e condivisa, era stata presentata una domanda ufficiale da parte di un albergatore per accoglierli, perché non è stata presa in considerazione visto che lì c’era l’accesso a tutti i servizi? Serve una localizzazione che non emargini, dove i ragazzi possano integrarsi con la cittadinanza, divenire parte attiva del tessuto sociale e vivendo la quotidianità – termina Guendalina Amati. A quanto pare il sindaco Marini non ha pensato a tutte queste variabili, dimostrando superficialità, mancanza di visione globale delle situazioni, incapacità di gestione dell’accoglienza, noncuranza nei confronti dei propri cittadini, soprattutto quelli più anziani, che abitano nella frazione Zancona, supponenza e dispotismo verso il Consiglio comunale“.

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