Politica

Verso le Regionali, Amati: “Occorre maggiore attenzione per l’economia della montagna”

L’economia montana non è mai stata al centro delle grandi decisioni nella politica regionale. Molte aree montane, compresa quella del Monte Amiata, sono state oggetto negli ultimi anni di vere e proprie emorragie demografiche. Un impoverimento complessivo del territorio che ha innescato una spirale a cui si sono aggiunti effetti collaterali, come carenza di servizi e disoccupazione cronica“.

A dichiararlo è Guendalina Amati, candidata per Fratelli d’Italia al consiglio regionale della Toscana

Soprattutto per il Monte Amiata – spiega Guendalina Amati, al di là di alcuni singoli progetti che hanno visto portare solo pochi spiccioli nelle singole zone, non è mai stato previsto un vero e proprio piano di rilancio economico e di riqualificazione dell’area montana e pedemontana. Ovvero investimenti a medio e lungo termine, capaci di far emergere l’Amiata come unicum per le sue caratteristiche morfologiche, naturalistiche e culturali a livello nazionale. L’idea, alla base di un ripensamento in senso programmatico, è quella di creare le condizioni affinché il territorio possa inserirsi all’interno del Tuscany Life come destinazione turistica, da promuovere all’estero“.

Ovviamente – prosegue la candidata di Fratelli d’Italia, per far sì che il Monte Amiata divenga meta turistica conosciuta fuori dai confini domestici, debbono essere fatti interventi programmatici organici e non estemporanei a livello regionale. Non si può e non si deve più pensare alla montagna solo come meta invernale, visti anche i cambiamenti climatici, ma partendo dalle peculiari identità territoriali e investire su di esse. Sarà importante che la nuova giunta regionale sostenga la programmazione e la realizzazione di infrastrutture dedicate allo sviluppo turistico, promuovendo l’ammodernamento degli impianti sciistici (oramai obsoleti) attraverso interventi strutturali ed infrastrutturali pubblici per il Sistema Neve Toscano; proceda con la realizzazione di un Piano Strutturale per la montagna toscana, dia forma ad un circuito montano che colleghi tutte le montagne della regione con circuiti esperienziali, a partire dalla revisione della ormai vecchia legge regionale 93/ 93″.

La montagna toscana e l’Amiata – conclude Guendalina Amatihanno bisogno di una spinta progettuale diversa, che attragga imprenditori e turisti, che dia lavoro a chi abita su questi territori e che non li costringa ad abbandonarli, vista la mancanza di tanti altri servizi quali strade facilmente percorribili, mobilità, rete internet ed ospedali che la politica regionale fino ad oggi ha ridotto all’osso, se non cancellato del tutto“.

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