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Il gruppo “Insieme” si trasforma in associazione: “Il territorio ha bisogno di ripartire”

Fabrizio Mecarozzi presidente, Sara Carotti vice, Massimiliano Bianchi segretario: per ora, queste le cariche individuate

“Insieme”, il gruppo di lavoro nato a seguito dell’esperienza elettorale “Mario Chiavetta sindaco”, ha deciso di costituirsi in associazione.

FFabrizio Mecarozzi presidente, Sara Carotti vice, Massimiliano Bianchi segretario: per ora, queste le cariche individuate. Presto, l’organigramma sarà al completo e dagli organizzatori giunge voce che “si tratterà di un’associazione che non si sottrarrà dal confronto costante e costruttivo con la società civile e la politica”.

I futuri soci hanno le idee chiare: “Il Comune di Orbetello ha urgente bisogno di ripartire. Per farlo, servono idee, progetti e prospettive. Senza questi elementi fondamentali, l’intero territorio sarebbe condannato all’oblio”. A questo scopo, i fondatori della futura associazione “Insieme” fanno sapere che “non mancheranno appuntamenti di riflessione su piccoli e grandi temi orbetellani, ma anche occasioni di confronto e dibattito di respiro nazionale. Orbetello deve poter tornare ad essere modello virtuoso”. 

“Le associazioni culturali che ieri e oggi si sono impegnate per la comunità hanno dimostrato che cambiare le cose è davvero possibile – continua il comunicato di ‘Insieme’. La sfida di Insieme è questa: cambiare il volto del Comune senza contrasti, con proposte concrete. Dell’associazione potranno far parte tutte le cittadine e tutti i cittadini che decideranno di sposare le proposte tematiche di cui il gruppo si occuperà. La vivibilità e lo sviluppo del territorio, i giovani, la sanità, il sociale, l’ambiente, le attività produttive, le infrastrutture di oggi e di domani, la messa a sistema delle frazioni: questi alcuni dei temi sul tavolo di ‘Insieme’. A breve, anche la prima campagna di tesseramento e in calendario già il primo evento pubblico. Insomma, il gruppo ‘Insieme’ ha deciso di fare sul serio, dimostrando che il bene di una comunità si può fare anche fuori dal consiglio comunale, fuori dai tradizionali luoghi della politica, rimboccandosi le maniche e lavorando senza chiedere nulla in cambio”.

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