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Donazioni di sangue in calo: oltre mille pazienti in Toscana a rischio trasfusioni

di Redazione
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Sono oltre mille i pazienti che necessitano in Toscana di trasfusioni di emazie concentrate e plasmaderivati.

L’allarme è stato lanciato dalle associazioni dei pazienti. Anche Avis provinciale Grosseto si unisce all’appello ai suoi donatori, dopo che il Centro Nazionale Sangue ha evidenziato una contrazione della raccolta di sangue e plasma sull’intero territorio italiano pari al 10% nel primo bimestre 2022, rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. In Toscana nel primo trimestre il calo è stato dell’8,1%, mentre decisamente meglio è andata in provincia di Grosseto in cui la riduzione è arrivata al – 4,2%.

”Sono almeno un migliaio i malati che in Toscana – spiega il presidente provinciale, Carlo Sestinisi sottopongono in modo ricorrente a cicli trasfusionali. E pertanto oggi la carenza di plasma, sangue e prodotti derivati, unita alla scarsità di farmaci plasmaderivati, richiede di essere attentamente monitorata.”

Di scossa da imprimere parla invece il presidente di AIP, Alessandro Segato e di incrementare la cultura della sensibilizzazione. “I donatori devono sapere che in moltissimi casi, diventa un gesto salvavita. Oggi ci accorgiamo che in troppi lo ignorano, non sanno che fine faccia davvero il loro sangue. Questo non è più ammissibile.”

In Toscana circa 300/350 sono gli affetti di immunodeficienze primitive e altrettanti i malati di Talassemia, mentre le numerose neuropatie disimmuni colpiscono una quantità anche potenzialmente superiore di soggetti.

“Noi donatori – continua Sestini – dobbiamo pensare che dietro questi numeri ci sono storie che coinvolgono anche le famiglie dei pazienti ed essere consapevoli che queste vite dipendono da chi ogni mattina tende il braccio per donare.” Sempre il presidente di AIP conferma che “mediamente per mantenere in vita uno dei nostri associati, servono mediamente di 35 donazioni all’anno e per le patologie più gravi posso essere necessarie fino a mille.” “Incrementiamo le donazioni. E’ un gesto di civiltà e di grande solidarietà – conclude Sestini – perché non possiamo permettere che manchi il sangue e i suoi derivati. Sarebbe una sconfitta grave per l’intera collettività. Andiamo a donare e facciamo sì che il sistema trasfusionale sia ancora più efficiente, facilitando al massimo gli accessi ai donatori, e performando, se necessario, anche gli orari.”

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