Home Grosseto Disabilità, Gabbrielli: “Ogni persona può essere protagonista e deve diventare protagonista”

Disabilità, Gabbrielli: “Ogni persona può essere protagonista e deve diventare protagonista”

di Redazione
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Grosseto. Nei giorni scorsi si è svolto con grande successo, nella sala del Consiglio comunale, un convegno organizzato dalla Consulta della disabilità, con interventi di esperti del settore.

Per la parte politica sono intervenuti il sindaco di Grosseto, l’assessore Minozzi, i consiglieri comunali Bernardini, Pizzuti e Rosini, i consiglieri regionali Scaramelli e Stella e il presidente della Consulta Corsetti.

«Ho apprezzato tutti gli interventi che si sono susseguiti e soprattutto il messaggio ricevuto, ovvero: la disabilità dipende dalla relazione che l’uomo ha con l’ambiente che lo circonda. Come consigliere comunale di Forza Italia Ppe e come docente, mi sento molto vicino e attento al mondo della disabilità».

Così Amedeo Gabbrielli interviene in merito al convegno su di un tema complesso e delicato.

«Nel corso degli ultimi decenni si sono compiuti importanti progressi nell’ambito della percezione della disabilità – continua Gabbrielli -. Superamento di. barriere architettoniche, integrazione, sostituzione della parola “handicap” con quella di “diversamente abile”. Ciascuno di noi ha vissuti personali che lo rendono unico e diverso. La diversità non è più da considerare come un limite, ma un valore aggiunto e una risorsa».

Gabbrielli poi torna sul presente: «Oggi ci sono molti progetti finalizzati all’inserimento lavorativo, sociale e territoriale di persone diversamente abili. Questi progetti garantiscono alle persone con disabilità di migliorare la qualità della loro vita, favorendone, incoraggiandone e promuovendone l’inserimento lavorativo. È il lavoro che aiuta l’individuo a diventare il protagonista della propria vita. Oggi ci sono tanti progetti di inclusione sociale nell’ambito delle attività sportive, di ristorazione, di orticoltura e di allevamento. Questi ambienti lavorativi diventano luogo di incontro e di integrazione, dove ci si può cimentare in attività diverse e imparare a stare insieme. Ciascuno sarà libero di scegliere il ruolo che più gli si addice e che più si sente portato».

Il pensiero del consigliere comunale va anche allo stimolo che non deve mancare per i più giovani: «I ragazzi diversamente abili impegnati in questi progetti sono stimolati e aiutati a guardare al loro futuro senza timore, ad acquisire ruoli da protagonisti. Affinché questi progetti vadano a buon fine sarà necessario abbandonare l’annosa idea dell’assistenzialismo, per poter iniziare a guardare alle persone diversamente abili in maniera attiva, senza pietismo alcuno, come risorse positive per il singolo e l’intera comunità sociale. Del resto, come diceva Oscar Wilde, nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri».

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