Home Grosseto Via Almirante, il Pci: “Ancora nessuna risposta da Regione e Prefettura alla nostra lettera”

Via Almirante, il Pci: “Ancora nessuna risposta da Regione e Prefettura alla nostra lettera”

di Redazione
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Grosseto. In una nota inviata dalle segreterie della Toscana e della federazione di Grosseto, il Pci chiede risposte al presidente della Regione Toscana e al Prefetto di Grosseto rispetto a due pec inviate il 29 giugno scorso (alla Regione) e il 7 giugno scorso (al Prefetto), in merito all’intitolazione di una via ad Almirante del capoluogo grossetano.

Alla Prefettura veniva sollecitata una risposta in merito all’appello promosso dallo stesso partito contro l’istituzione della via.

Al presidente Giani invece la richiesta conteneva, oltre che l’appello inviato al Prefetto, un intervento normativo in merito che vietasse l’intitolazione di vie, piazze, strade o edifici a gerarchi fascisti. La nota a Giani è stata inviata anche al Difensore civico che, per quanto di propria competenza, possa sollecitare il presidente a rispondere.

La lettera

Questo il contenuto della nota:

“Carissimo Presidente,

in allegato alla presente trasmettiamo nota Pec inviata il 29 giugno scorso da questo Partito per sollecitare una risposta in merito al contenuto della stessa.

Abbiamo aspettato con fiducia tutto il mese di luglio e, non avendo ricevuto nulla, atteso anche la prima quindicina d’agosto, prima di inviare questo sollecito.

Poiché la sua presenza è forte in tante manifestazioni ed eventi sul territorio regionale, le chiediamo un sollecito riscontro alla nota inviata e, nel caso che ritenga di restare a guardare l’intitolazione delle vie a gerarchi fascisti come Almirante, come sta avvenendo a Grosseto a totale disprezzo del ruolo che lo stesso ha avuto, le motivazioni di questa scelta.

Ci preme sottolineare che certi riferimenti alla memoria e alla lotta partigiana contro il fascismo in Toscana non possano essere rispolverati solo in occasione delle varie tornate elettorali, dove viene chiesao a gran voce la costruzione di un fronte unitario delle forze progressiste per arginare una pericolosa deriva fascista e il tutto viene accompagnato, come avvenuto nell’ultima campagna elettorale, dallo sbandierare una bandiera rossa da un palco elettorale.

Non ci pare corretto e soprattutto se si è antifascisti lo si deve essere sempre costruendo anche con gli strumenti normativi a disposizione quegli atti che impediscano rigurgiti e riabilitazioni del fascismo.

Restiamo in attesa di una sua risposta e inoltriamo la presente al Difensore civico che, se e per quanto di competenza, potrà sollecitarla a farlo”.

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