Home Colline Metallifere Crollo delle mura, le opposizioni: “Le autorizzazioni c’erano, i lavori dovevano partire”

Crollo delle mura, le opposizioni: “Le autorizzazioni c’erano, i lavori dovevano partire”

di Redazione
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“Ci trova d’accordo la raccomandazione di collaborare e siamo sicuri che lo faremo noi così come lo faranno i rappresentanti istituzionali del territorio in Regione e in Parlamento. Siamo meno d’accordo invece sul fatto di etichettare come ‘speculazioni politiche’ le modalità di vedere il franamento delle mura che non può e deve essere esonerato da considerazioni e critiche”.

A dichiararlo, in un comunicato sono gli esponenti di Pci, Lista civica Massa Comune, Lega, Italia Viva, Azione e Fratelli d’Italia di Massa Marittima.

“Le cose vanno raccontate e dette per come sono e l’ennesima forzatura, fatta preventivamente, di far tacere chi non la pensa come il pensiero del Comune ci lascia allibiti – continua la nota -. Quando abbiamo scritto e sollevato la questione, quando chi, come Borelli, si è espresso in Consiglio è stato ignorato o tacciato di allarmismo ed ora si pretenderebbe di passare sopra ad avvenimenti gravi che recano danno alla città e che possono implicare responsabilità che non possiamo tacere e sulle quali c’è necessità di fare chiarezza. Per prima cosa va detto che la Sovrintendenza rilascia autorizzazioni per l’esecuzione di opere e recuperi di beni soggetti alla tutela del patrimonio storico e artistico, ma non ha funzioni di manutenere o finanziare progetti. La sovrintendenza questo aveva fatto nel 2021 autorizzando, per quanto di nostra conoscenza, l’esecuzione dei lavori per la messa in sicurezza delle mura in via dei Chiassarelli. L’autorizzazione si basava su relazioni tecniche del Comune in cui si paventava il rischio di crolli che obbligavano ad un costante e continuo monitoraggio della situazione per impedire aggravi della struttura”.

“Da qui, ci risulta che fosse stata bandita una gara con la quale una ditta qualificata aveva avanzato un’offerta economica inferiore a 50mila euro per lo smontaggio delle mura, per consentire i successivi interventi. La ditta sarebbe stata in grado di effettuare l’intervento già dalla fine di novembre del 2021, cosa che poi non è avvenuta – prosegue il comunicato. Il lavoro è stato affidato ad un’altra ditta con un importo molto superiore, ma dal novembre 2021 siamo arrivati a dicembre 2022 e le mura sono collassate quando, come dichiarato dal sindaco, i lavori dovevano partire a gennaio. Sfortuna, pioggia, fatalità? Crediamo proprio di no. Forse un anno di fermo è stato troppo e determinante per far precipitare la situazione che, come dichiarato dal Comune, era già critica e le conseguenze oggi sono quelle che vediamo: una bella porzione di mura ha ceduto, una cinta muraria che dal 1200 è patrimonio della città è venuta giù e, fortunatamente, il tutto è avvenuto di mattina alle 5 senza arrecare danni a persone o cose. Dare la colpa alla pioggia, alla sfortuna o a chissà a chi o che cosa non serve, serve invece dare risposte e indicare eventuali responsabili di un danno rilevante, dicendo prima di tutto perché non si è intervenuti prima, con urgenza per scongiurare quanto annunciato e poi drammaticamente avvenuto”.

“C’è da chiedersi perché si è tardato così per l’esecuzione delle opere in presenza di un’autorizzazione già data della Sovrintendenza e di un’impresa disponibile. Infine, quali monitoraggi continui sono stati effettuati e da chi se poi le mura sono collassate in modo così violento e totale? La struttura era idonea e collocata nel giusto modo per ‘reggere’ una spinta che poi ha rovinato nella frana? Tutte domande che faremo all’amministrazione chiedendo anche una stima dei maggiori costi che dovranno essere sostenuti dopo il verificarsi del franamento, a meno che non ci venga detto che tanto le mura dovevano essere smontate e il fatto che siano venute giù ci ha fatto risparmiare tanti soldoni. Riteniamo che quel tratto di mura franato rappresenti simbolicamente il tracollo di una città e di funzioni importanti legate alla storia e ai servizi che sono stati soggetti in questi anni a riduzioni e smantellamenti, basti pensare all’ospedale, alla perdita del comando dei Carabinieri, al calo demografico e alla chiusura di molte attività – termina il comunicato -. Tutte cose che saranno lasciate in eredità alla futura amministrazione insieme all’area Molendi, al castello di Monteregio ad altri scheletri e a una situazione socio – economica non certo ottimale. Meno male che ancora le associazioni e il volontariato reggono, tengono in vita e vivacizzano una città in cui cominciano ad essere tante, troppe le macerie lasciate da un mal governo”.

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