Home Follonica Emergenza abitativa e sociale, Di Giacinto: “Il Comune non ha ancora utilizzato i fondi, perchè?”

Emergenza abitativa e sociale, Di Giacinto: “Il Comune non ha ancora utilizzato i fondi, perchè?”

di Redazione
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Sono passati più di sette mesi da quando il Consiglio comunale di Follonica ha deliberato di destinare 70mila euro, provenienti dagli utili della Azienda farmaceutica municipalizzata, per aiutare i cittadini in emergenza abitativa e sociale”.

A dichiararlo è Massimo Di Giacinto, consigliere comunale dell’omonima lista civica.

“Purtroppo i follonichesi in difficoltà, che a suo tempo presentarono la relativa richiesta di contributi e ne hanno il diritto, stanno ancora aspettando – spiega Di Giacinto -. Si tratta di ‘emergenza’ e emergenza, in questo caso, significa urgenza e bisogno per il mantenimento della casa di abitazione per evitare le morosità nel pagamento dell’affitto o delle rate di mutuo, delle spese condominiali e di bollette per le utenze domestiche. Capisco e concordo sull’opportunità di analizzare attentamente le domande presentate, ma se è emergenza è emergenza e quindi perché ritardare ancora? Spero vivamente che per qualcuno non sia già tardi, ma a questo punto bisogna far davvero presto perché, se passa ancora altro tempo, le situazioni di difficoltà si potrebbero trasformare in veri e propri drammi personali e sociali”.

“Aiutare le fasce più deboli della cittadinanza è senza dubbio giusto e doveroso, ma bisogna farlo nei tempi e nei modi più opportuni perché tali aiuti, legati all’emergenza sanitaria da Covid-19 e alla persistente crisi economica, siano davvero efficaci. Siccome i 70mila euro sono lì, a disposizione immediata del Comune, vediamo di chiudere quanto prima la questione per dare risposte concrete a chi vive situazioni di disagio restituendogli così un minimo di serenità e dignità – termina Di Giacinto. E lo dico senza voler far polemica, vista la delicatezza dell’argomento trattato che entra nel vissuto quotidiano degli individui e nella loro vita personale che merita tutto il rispetto e la riservatezza possibile, ma per stimolare chi di dovere a intervenire decisamente e finalmente in modo risolutivo”.

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