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Scansano, Tenucci: “L’imposizione fiscale dell’amministrazione mette in ginocchio i cittadini”

di Roberto Lottini
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Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Francesco Tenucci, consigliere di minoranza al Comune di Scansano, sull‘imposizione fiscale applicata dall’amministrazione del paese:

“Decenni di spensierata amministrazione di sinistra del Comune di Scansano hanno accollato all’attuale amministrazione, pure di sinistra, otto milioni di debiti. La differenza tra i vecchi e i nuovi non sta nel colore, ma nel fatto che la normativa vigente, per fortuna, impedisce loro di contrarre nuovi mutui ed impone anzi che i pregressi debiti vadano pagati. Il famoso e talora sin troppo rigido Patto di Stabilità Interno, ma soprattutto l’attento e ripetuto controllo della Corte dei Conti hanno imposto dall’esterno una gestione morigerata della spesa pubblica.

Qual è stata la scelta di questa amministrazione per raggiungere una previsione di bilancio che la Corte dei Conti potesse accettare? Investimenti e programmi che aiutassero l’economia e quindi le entrate del Comune? Ovviamente no. Troppo complicato. Molto più facile aumentare in generale e talora triplicare la Tarsu e applicare l’aliquota massima Imu per la seconda casa (ivi comprese molte delle cantine di Scansano) e prevedere un relativo introito per 550.000 euro.

Contemporaneamente, il Comune ha assegnato ad una ditta esterna, contro il nostro parere, la riscossione dei tributi e proprio in questi giorni stanno arrivando centinaia di accertamenti ai cittadini di Scansano, che vanno dalle poche centinaia alle svariate migliaia e talora decine di migliaia di euro. Perché non solo si richiedono tributi da cinque anni a questa parte, ma anche interessi e mora.

Non dubitiamo che ciò avvenga nel rispetto della legittimità, benché i ricorsi stiano fioccando con ulteriori spese per i cittadini, e le associazioni di categoria siano sul piede di guerra, ma ci domandiamo: era opportuno in un momento come questo? Un simile colpo di grazia aiuterà le attività economiche rimaste sul territorio, dopo che sessantaquattro son già chiuse in questi mesi?

Non sarebbe stato meglio adoperarsi in tutti i modi per riscuotere l’Ici ed ora l’Imu dal Parco Eolico di Murci che non l’ha mai pagata dal 2007 arrivando ad un debito, stimato dal Comune, per circa seicentomila euro? Perché si è aspettato sei anni per mandare un accertamento a detta società, mentre i comuni cittadini son vessati per differenze di calcolo della superficie dei beni immobili talora di pochi metri quadrati?

Superficie che sino a ieri il Comune aveva dato per buona! Quando non si è applicata l’Imu a capannoni agricoli esenti per legge! Di questi 550.000 euro il Comune arriverà a riscuotere forse un terzo dati i presupposti su cui si basano gli accertamenti e speriamo che questo terzo non serva solo a ripagare le spese legali dei ricorsi che il Comune perderà e sarà condannato in solido. Ci resta una sola speranza: Robin Hood!”

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