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L’assessore Balocchi interviene sul piano di chiusura degli uffici postali

di Roberto Lottini
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“L’atteggiamento di Poste Italiane è vergognoso e altamente lesivo per le nostre comunità.” Così Federico Balocchi, assessore provinciale al Coordinamento dei Servizi ai Comuni, ribatte contro il nuovo piano di chiusura degli uffici postali elaborato da Poste Italiane per la provincia di Grosseto.

“Abbiamo in più occasioni sottolineato – continua l’assessore Federico Balocchi– quanto la chiusura degli uffici postali nei piccoli comuni delle aree montane e rurali sia contraddittoria con la funzione di servizio pubblico che la società è chiamata a garantire, e violi i diritti di molti cittadini, con conseguenze pesantissime per il futuro delle comunità locali, poiché le zone periferiche della provincia vengono private di uno dei presidi più importanti per la loro stessa sopravvivenza. Se vogliamo che le persone continuino a vivere in queste zone – anche per curare e preservare il territorio – bisogna che su questi luoghi vi siano le condizioni ed i servizi minimi per poterci abitare”.

“Rispetto all’attuale sitazione, già molto critica, quella prospettata dal nuovo piano di razionalizzazione – continua Balocchi – è pesantemente peggiorata, con l’ipotesi di chiusura di un numero elevato di sedi, compresi gli uffici situati nei capoluoghi di comune. Ci opporremo con forza a questo piano e lotteremo con ogni mezzo a nostra disposizione per preservare il servizio universale, tanto nelle piccole frazioni quanto nei capoluoghi. Intanto il presidente della Provincia, Leonardo Marras, giovedì sarà a Firenze per incontrare il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e concordare un’azione comune, sulla base delle diverse problematiche sollevate dai sindaci e dalle Unioni dei Comuni.”

“A parte il fatto che il bilancio delle Poste non sembra giustificare interventi come quelli proposti, – chiude Balocchi – comunque crediamo che i piani di riorganizzazione non possano essere basati solo sul rapporto fra costi e ricavi per ogni singolo ufficio postale, ma debbano tener conto della sua utilità sociale. A Poste Italiane chiediamo puntuali garanzie e l’impegno a rivedere quanto prima la riorganizzazione del servizio considerando le particolari criticità di questa provincia, caratterizzata da vaste dimensioni e da una bassa densità abitativa, con un numero elevato di persone anziane, che vivono nell’entroterra e che sarebbero le più penalizzate dall’applicazione di questo piano. E’ vero che Poste Italiane è una società per azioni, ma è anche vero che il proprietario è il Ministero dell’Economia: è il caso quindi che il Governo su questa situazione dica qualcosa e tuteli i diritti dei cittadini e dei territori più deboli.”

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