Home Economia Calendario sagre, Confesercenti e Confcommercio: “Regole da rivedere contro concorrenza sleale”

Calendario sagre, Confesercenti e Confcommercio: “Regole da rivedere contro concorrenza sleale”

I direttori di Confcommercio e Confesercenti Grosseto, Gabriella Orlando e Andrea Biondi, intervengono a margine di un nuovo incontro con l'amministrazione comunale di Grosseto

di Redazione
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Grosseto. Confcommercio e Confesercenti della provincia di Grosseto continuano la loro ‘crociata’ contro la concorrenza sleale verso la ristorazione classica ed a favore delle manifestazioni tipiche che rendono il territorio maggiormente attrattivo.

Con tale spirito le due associazioni di categoria siedono al tavolo di concertazione convocato dall’amministrazione comunale di Grosseto nella persona dell’assessore alle attività produttive e vice sindaco Bruno Ceccherini, per la modifica del vigente regolamento comunale delle feste e sagre. Anche se tali modifiche non saranno probabilmente efficaci per la stagione estiva 2024 ormai alle porte, è importante che il Comune capoluogo abbia accolto le istanze delle due associazioni di categoria del commercio ad avviarne una revisione, per iniziare un percorso di maggiormente stringente regolamentazione del fenomeno.

Con l’approssimarsi della nuova stagione turistica, i direttori di Confcommercio e Confesercenti Grosseto, Gabriella Orlando ed Andrea Biondi, erano tornate a scrivere ai sindaci dei 28 Comuni della provincia per sensibilizzarli ulteriormente sul delicato tema della somministrazione temporanea di alimenti e bevande. Entrambe le associazioni di categoria, infatti, sono particolarmente sensibili all’argomento in ragione dell’impatto che da sempre questi eventi hanno sul sistema della ristorazione professionale chiamata al rispetto rigoroso di norme e regolamenti molto complessi.

“Abbiamo dichiarato la nostra volontà a collaborare, ma chiediamo con fermezza che le feste e le sagre ritornino ad essere ciò per cui sono nate e cioè iniziative temporanee e occasionali, intimamente legate al territorio in cui sono organizzate e che fondano (o dovrebbero fondare) la loro esistenza sulla valorizzazione di tradizioni e prodotti eno-gastronomici autoctoni o comunque tipici di quei luoghi, difficilmente ritrovabili in zone diverse – spiegano Biondi e Olando -. Ciò non è soltanto quanto disciplinato per legge, bensì il senso logico di una sagra quale elemento identitario di un territorio e invece da troppi anni ormai questa specificità si è persa e le sagre sono state relegate a un mero ruolo di alibi, necessario per vestire di tradizione eventi organizzati esclusivamente per raccogliere fondi”.

Sulla linea di tali principi le due associazioni di categoria hanno presentato le loro osservazioni alla prima bozza presentata dall’amministrazione comunale dopo il primo incontro interlocutorio, riponendo fiducia nella volontà del Comune di Grosseto di ascoltare le istanze delle rappresentanze dei ristoratori, secondo il principio molto semplice qual è quello dello ‘stesso mercato stesse regole’. Non è campanilismo di categoria, ma il sollecito a fare attenzione a tutto ciò che tiene in piedi una comunità.

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