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Venator, i lavoratori della Filctem: “L’azienda tuteli chi non è dipendente, ma garantisce servizi”

di Redazione
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Crisi e di incertezza sul futuro occupazionale al Casone continueranno anche nel 2023.

«Anche se sono stati evitati i licenziamenti – scrive il Comitato degli iscritti alla Filctem di Venator –, l’azienda sta affrontando una cassa integrazione pesante, che ha un impatto notevole sulle famiglie dei lavoratori. Con la crisi che coinvolge anche tutte le imprese appaltatrici e le persone che lavorano con noi ogni giorno all’ interno dello stabilimento.

Oltre a provvedimenti che non fanno rumore, ma non meno dolorosi come ferie forzate, spostamento in altri cantieri, mancato rinnovo dei contratti a termine, adesso per le imprese che garantiscono mensa e pulizie civili si prospetta una gravissima riduzione di lavoro, attorno al 50%, non mitigata da ammortizzatori sociali.

La Filctem Cgil ha cercato di affrontare il tema della crisi Venator tenendolo unito a quello delle imprese appaltatrici e dell’indotto. Un percorso più difficile, ma che avrebbe dato risposte e prospettive non solo ai lavoratori Venator, ma a tutti quanti. Purtroppo, le nostre richieste non sono state ascoltate.

Il Comitato degli iscritti Filctem Cgil ritiene che la committente, Venator Italy, abbia la responsabilità morale di gestire gli appalti in modo da mantenere la dignità dei lavoratori. E che debba esercitare il proprio potere contrattuale per affrontare anche la crisi dell’indotto con misure di mitigazione che, seppur nella difficoltà, non mettano le famiglie dei lavoratori di fronte a situazioni drammatiche. Com’è stato fatto in concertazione con le rappresentanze sindacali per il personale Venator.

Ai lavoratori delle imprese della mensa e delle pulizie civili, ma anche a tutti gli altri compagni di lavoro, va la solidarietà degli iscritti Filctem Cgil di Venator, perché tutti i lavoratori hanno la stessa dignità. Per questo vogliamo ricambiare la solidarietà che hanno espresso nei confronti dei lavoratori Venator durante le azioni di lotta di questo autunno.

Con la riduzione del 50% delle commesse, i lavoratori Venator sono anche preoccupati per il livello del servizio che potrà essere erogato dalle imprese subentranti o cui è stato ridotto il lavoro. Servizio strettamente dipendente da manodopera e professionalità dei lavoratori, che non potrà che peggiorare con questa fortissima riduzione di lavoro. Le imprese in questione operano nell’erogazione dei pasti e nelle pulizie civili, entrambi settori delicatissimi per la qualità della vita in fabbrica, perché non abbiamo ancora sconfitto il Covid e abbiamo bisogno dei lavoratori di mensa, pulizie e sanificazioni per proteggere anche la nostra salute.

Il Comitato degli Iscritti Filctem Cgil di Venator – conclude la notachiede pertanto alla Venator di farsi carico, attraverso le ditte appaltatrici, della gestione attenta di questi aspetti, e rimane a fianco dei lavoratori delle imprese di mensa e pulizie civili così come di tutte le imprese che operano nell’ indotto aziendale. Supportandoli nelle azioni che decideranno di intraprendere per uscire tutti insieme da questa crisi senza sacrificare nessuno».

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