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Fine dei saldi estivi: il bilancio di Ascom-Confcommercio

di Roberto Lottini
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Si sono conclusi ieri i saldi estivi iniziati a luglio.

Secondo Ascom – Confcommercio, nell’ultimo trimestre, gli esercizi commerciali si sono almeno in parte ripresi dal durissimo periodo di crisi che li ha attanagliati fin dai primi mesi del 2012.

C’è stato un sostanziale cambio di strategia da parte dei consumatori, basato su acquisti oculati ed ispirati a una ben precisa “lista della spesa”, più che al soddisfacimento di particolari desideri.

La fase ancora molto incerta dei mercati e il permanere di una preoccupante crisi economica e occupazionale con una conseguente e marcata debolezza dei consumi è stata confermata anche dall’andamento generale dei saldi estivi.

I commercianti hanno saputo, in un certo modo, adeguarsi al cambiamento in atto, partendo subito con sconti dal 20 al 30%, se non addirittura in qualche caso del 50%. Un bilancio certamente non positivo, ma sostanzialmente in linea con le attese. In generale, secondi i dati diffusi da Ascom, si può parlare di un -10, -20% di calo come media per la provincia di Grosseto.

In certi settori, comunque, si segnalano anche casi di perdite molto più marcate, alcune con punte del – 50%, come nel comparto dell’ abbigliamento e calzaturiero.

Che la crisi abbia colpito in particolare le vendite al dettaglio non è certo una novità, ma, secondo Ascom, quello che preoccupa sono i dati elaborati negli ultimi giorni, che parlano di 105 mila imprese chiuse in Italia nel 2011, di cui 62.477 al dettaglio. Le previsioni per questo anno non fanno ben sperare: nel 2012 potrebbero cessare addirittura 150mila imprese.

“Occorre uno sforzo da parte di tutte le istituzioniafferma il coordinatore di Confcommercio Grosseto, Simone Baldassari. “Nel caso di Grosseto, dobbiamo per prima cosa ripensare profondamente a quali possano essere le strategie per rilanciare il territorio attraverso piani di marketing studiati, in modo che i turisti tornino in Maremma e non “capitino qui per caso” o solo di passaggio. Serve un’analisi precisa di quelle che sono le esigenze di questo territorio in termini di promozione dell’immagine: il tempo delle chiacchiere è finito, occorre agire e farlo subito.

Il settore del commercio al dettaglio rappresenta uno snodo cruciale per l’economia della provincia che, non potendo contare su grandi industrie, deve necessariamente individuare nel terziario il traino della propria economia. A questo proposito, riteniamo che vada in particolare rafforzata la rete degli esercizi di vicinato che, essendo per sua natura integrata con il tessuto territoriale, è in grado di garantire vivacità e vivibilità del territorio in grado di tramandare cultura, esperienza, sicurezza e servizio.

L’auspicio è che si possa tornare a sperare per il 2013, quando si dovrebbe finalmente rivedere un po’ di luce – per quanto fioca – in fondo al tunnel”.

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