Home Cultura & Spettacoli “Incontri con le voci dell’archeologia”: nuovo appuntamento alla Fondazione Polo universitario

“Incontri con le voci dell’archeologia”: nuovo appuntamento alla Fondazione Polo universitario

L'iniziativa è in programma giovedì 23 marzo, alle 16

di Redazione
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Grosseto. Giovedì 23 marzo, alle 16, nell’aula magna della Fondazione Polo universitario grossetano in via Ginori 43, si rinnova l’appuntamento con il progetto “Incontri con le voci dell’archeologia“, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Polo universitario grossetano, il Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena e l’Associazione archeologica maremmana allo scopo di divulgare i risultati delle ricerche svolte sul territorio.

La conferenza

Il titolo della conferenza è “Antiche vasche scavate nella roccia trachitica: il caso dei palmenti di Roccastrada”; relatrici saranno Noemi Nelli, archeologa collaboratrice al Museo delle Miniere del Monte Amiata di Santa Fiora, e Asia Marianelli, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna in fumetto e illustrazione. Presenterà Roberto Farinelli, professore di Archeologia cristiana e medievale dell’Università di Siena.

Così introduce l’argomento Noemi Nelli, spiegando il progetto che ha visto coinvolta l’illustratrice Asia Marianelli: “L’indagine archeologica che si è applicata ha avuto come obiettivo il censimento ed una preliminare catalogazione e contestualizzazione delle evidenze di tipo palmento: vasca singola o multipla adibita alla pigiatura e alla fermentazione dei mosti e, in particolare, lo studio e la ricostruzione grafica di un gruppo di palmenti localizzato nell’area della ‘Balzina’, in prossimità del centro storico di Roccastrada, nel tentativo di ricostruire un inquadramento cronologico e di risalire ad una destinazione d’uso. Sulla relativa funzione si avanzano numerose ipotesi, ma le analisi delle quote sul livello del mare, unite alla presenza di piante di vite reinselvatichita, conducono verso un’interpretazione che caratterizza queste evidenze come bacini per la spremitura delle uve. Le analisi morfologiche ed i parametri altimetrici dei reperti non garantiscono tuttavia un’interpretazione unidirezionale rispetto alla funzione.

Questi dati conducono verso un uso polifunzionale degli impianti e solamente un’attenta contestualizzazione archeologica delle evidenze in relazione al contesto di riferimento potrà garantire l’ottenimento di informazioni puntuali. Se appare particolarmente complicata l’attribuzione di un’appropriata destinazione d’uso, ancor più ostico si presenta il tema dell’inquadramento cronologico delle vasche, le quali non presentano tracce di indicatori temporali sulla loro superficie. Infine, trattandosi di un bene per sua natura deperibile, il palmento rupestre necessita sicuramente di un’accurata preservazione in nome della sua importanza relativa all’antica organizzazione del lavoro contadino. Per quanto riguarda la realizzazione delle tavole illustrate riguardanti i ‘Palmenti della Balzina’ e una possibile scena raffigurante il loro utilizzo, abbiamo iniziato la progettazione tramite un confronto informativo per fornire all’illustratrice le indicazioni necessarie. Il primo passo è stato naturalmente analizzare le referenze fotografiche per decidere la struttura e lo scheletro della scena, immaginando poi un momento della lavorazione del vino da rappresentare in questo spazio. Abbiamo optato infine per dare risalto al momento della ‘pigiatura’ dell’uva.

Da questo momento in poi l’illustratrice ha realizzato una prima bozza che periodicamente è stata aggiornata e corretta, utilizzando varie fonti di ispirazione e confronto per mantenere quanto più possibile l’accuratezza verso le gestualità, il metodo e anche i capi d’abbigliamento dei personaggi che abitano la scena. Durante il processo creativo sono fiorite nuove idee, che hanno portato tra gli altri accorgimenti alla realizzazione di un secondo disegno, raffigurante un momento successivo della lavorazione del vino nello stesso spazio, creando quindi una sequenza temporale tra le due immagini e arricchendo la rappresentazione grafica. Le illustrazioni definitive vogliono quindi rappresentare la dimensione quotidiana e reale dell’utilizzo dei palmenti, con la speranza di creare un piccolo ponte immaginario tra il presente e il passato. Quest’ultimo gruppo di evidenze è stato infine protagonista di alcune visite guidate nel centro storico di Roccastrada con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare la comunità verso un bene ancora oggi poco conosciuto.”

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