Home Colline del Fiora “Le voci della storia” e “Aspettando san Leonardo”: due appuntamenti con la cultura e la tradizione

“Le voci della storia” e “Aspettando san Leonardo”: due appuntamenti con la cultura e la tradizione

di Redazione
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Doppio appuntamento in programma sabato 5 novembre a Manciano.

Per la rassegna “Le voci della storia“, alle 17, nei locali Le Stanze in via Cavour 6, si svolgerà la conferenza di Massimo Cardosa “C’era una volta a Manciano: voci e racconti di 1000 anni di storia“, con performance teatrali per apparizioni, racconti e canti di Teatro Studio Grosseto.

Dalle 18, in piazza della Rampa sarà organizzata un’iniziativa alla vigilia del patrono di Manciano: “Aspettando san Leonardo“, la tradizionale festa per aspettare le campane di san Leonardo, organizzata dalla Pro Loco Manciano, in collaborazione con il circolo Arci Manciano, con la partecipazione del Teatro Studio Grosseto e de I MistiCanti Popolari e con il patrocinio del Comune di Manciano.

“Dopo la conferenza-spettacolo pomeridiana sulla storia di Manciano, che verrà tenuta dal professor Massimo Cardosa a Le Stanze – spiegano gli organizzatori, diverranno protagonisti musica, teatro, piatti tipici e buon vino fino alla tradizionale scampanata di mezzanotte. Il patrono di Manciano è Leonardo di Noblac, eremita francese del VI secolo, ricordato come il protettore dei carcerati ingiustamente. A Manciano la sua figura si intreccia con una bella leggenda già raccolta da Alfio Cavoli in ‘Leggende della Maremma e della Tuscia’ (Valentano 1999), il cui protagonista, eccezionalmente, è dotato di nome e cognome. Leonardo Morucci, mancianese la cui identità si perde nella notte dei tempi, viene arrestato con la falsa accusa di aver rubato del pollame. Imprigionato nelle carceri di Orbetello, la sera del 5 novembre attende in catene l’esecuzione capitale che si terrà la mattina successiva. Il secondino, con macabro dileggio, gli serve come ultima cena un pollo decapitato. Ma sarà lo stesso secondino, la mattina dopo, a scoprire il miracolo avvenuto. Durante la notte, Leonardo prega fervidamente il suo santo patrono per la sua salvezza. Improvvisamente, appaiono delle luci che svellono le pesanti catene dal muro della prigione e, spalancandone l’uscio, lo guidano all’esterno, per poi accompagnarlo mentre a piedi ritorna libero al paese natio. Leonardo arriva a Manciano nel cuore della notte e deposita le sue catene sull’altare della chiesa del santo. Le campane, allora, iniziano a suonare a distesa per celebrare il miracolo. Da lì in poi, ogni anno a mezzanotte, si tiene una lunga scampanata per ricordare quell’evento straordinario e per celebrare il santo che ‘se vòle, pòle’“.

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