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Archeologia come strumento di educazione al dialogo: se ne è parlato in un incontro del Rotary

di Redazione
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Si è concluso venerdì 28 ottobre il secondo incontro organizzato dal Rotary Club di Massa Marittima per la promozione della cultura e della conoscenza all’interno della comunità.

Dopo il primo evento del settembre scorso, che ha visto la trattazione del tema “Medicina digitale e predittiva: quali scenari presenti e futuri?”, questa volta argomento dell’incontro è stato “Da Massa Marittima a Betlemme: l’archeologia come strumento di educazione al dialogo“. Relatore della serata Giuseppe Alessandro Fichera, archeologo con specializzazione in Archeologia dell’architettura e consulente scientifico del progetto di archeologia sperimentale.

Un viaggio straordinario lungo un percorso ideale che ha consentito di scoprire, da una prospettiva inedita, quel file rouge che unisce idealmente interventi di recupero e di valorizzazione del patrimonio collettivo,  distribuito nelle diverse aree del mondo e per mezzo del quale la memoria storica riesce a diventare uno straordianario pilastro comune per l’educazione al dialogo tra popoli.

“Conoscere il passato e portarlo alla luce rappresenta un processo di arricchimento notevole per ogni individuo – ha affermato il presidente del Rotary Carlo Vivarelli nel salutare gli intervenuti – perché consente di imprimere una spinta notevole al percorso di civilizzazione che ogni società compie, migliorando se stessa in un’ottica di coesistenza pacifica tra i popoli di tutto il mondo“.

Betlemme e Massa Marittima, Basilica della Natività e giardino “Sol omnibus luce” dedicato a Norma Parenti, realtà e luoghi geograficamente lontani ed apparentemente distanti sia storicamente che culturalmente, sono esempi concreti di come un approccio alla scoperta ispirato da certi principi possa mettere in connessione elementi di straordinaria rilevanza, invitandoci a comprendere ancora di più quanto sia importante il legame con la nostra storia e con la nostra provenienza.

“Naturalmente lavorare al progetto di scavo archeologico e restauro della Basilica della Natività di Betlemme rappresenta per un archeologo un successo straordinario – ha precisato il dottor Alessandro Fichera -. Continuare a raccontarlo rientra tra quelli che sento come doveri morali affinché tutto il mondo conosca la storia di questo monumento, che non a caso è stato inserito nelle liste del patrimonio mondiale dell’umanità. Ogni piccolo intervento sul patrimonio del nostro passato merita di essere raccontato e divulgato al grande pubblico per creare un legame di consapevolezza e orgoglio delle nostre radici”.

Ospiti della serata l’onorevole Fabrizio Rossi (vicesindaco di Grosseto), don Filippo Balducci e la giornalista Fabiola Favilli.

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