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“Razzisti a prescindere”: il libro di Maurizio Alfano presentato al Khorakhanè

di Redazione
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Giovedì 13 febbraio, alle 17.30, al circolo Khorakané di via Ugo Bassi, a Grosseto, verrà presentato, nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Rag, il libro di Maurizio Alfano “Razzisti a prescindere” (edizioni Sensibili alle foglie).

L’autore è laureato in Scienze sociali per lo sviluppo, la cooperazione e la pace all’Università della Calabria e da sempre si occupa di questioni legate alle migrazioni ed al razzismo. E infatti, sempre in questo circolo di Grosseto, qualche anno fa aveva presentato un’altra sua opera, “Rom: la razza ultima“.

Il libro

“Nella dedica alla madre è racchiuso il senso di questo libro e cioè che ognuno può e deve essere libero di emigrare, di conoscere altri mondi, di tessere relazioni. Lo hanno fatto qualche tempo fa circa sette milioni di italiani . . . e non hanno ancora smesso! E la necessità, che spesso è la spinta che fa emigrare, presupporrebbe il diritto di spostarsi, diritto che non dovrebbe essere mai messo in discussione. Perché, come Maurizio ci ricorda, i singoli diritti umani nascono nello stesso istante in cui ogni uomo viene al mondo al di là dello spazio fisico dove incidentalmente esso nasce . . .- si legge in una nota degli organizzatori della presentazione del libro -. E invece accade che un razzismo sempre più palese, un razzismo a prescindere voglia bloccare ciò che è l’essenza stessa della storia che è da sempre un integrarsi, un interagire, un mescolarsi, un meticciarsi di razze, o meglio di popoli (perché come disse Einstein esiste una sola razza, la razza umana). Certo, la destra gioca il suo ruolo, anche se era da decenni che non si sentivano esprimere concetti così beceri a livello istituzionale, alimentando le insicurezze, solleticando gli istinti più belluini delle persone, cercando di fare in modo che venga messa al bando la razionalità. Ma i veri colpevoli sono coloro che si professano progressisti e che invece hanno messo in campo un antirazzismo veramente debole, comportandosi anch’essi, come li definisce Maurizio Alfano, come degli stilisti dell’accoglienza, e che, cito, hanno disegnato e tagliato i tessuti urbani per rispondere ad esigenze economiche, demografiche, politiche che poco o nulla implicano con l’accogliere, offrire o donare a prescindere. Mentre invece il giusto criterio da perseguire dovrebbe essere quello dell’accoglienza dal basso, in cui viene scelta l’opzione del libero arbitrio per cui ciascuno possa in autonomia decidere il futuro della propria esistenza. E proprio questi luoghi ritenuti dell’accoglienza hanno contribuito ad alimentare quel razzismo a prescindere di cui parleremo con l’autore”.

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