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La Provincia celebra la Giornata della cultura popolare con un video sulla Focarazza

di Redazione
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La Provincia di Grosseto celebra la “Giornata nazionale della rete italiana di cultura popolare” con la presentazione del video sul rito della Focarazza di Santa Caterina, realizzato dagli studenti di terza I e quarta C del Liceo Rosmini di Grosseto.

L’appuntamento è in programma domani, dalle 11.30 alle 12.30, nella sala Pegaso del Palazzo della Provincia. Saranno presenti tutti i ragazzi, il ricercatore Corrado Barontini, l’assessore provinciale alla Cultura Cinzia Tacconi, i sindaci di Roccalbegna e Santa Fiora.

La Focarazza è uno dei più antichi riti del fuoco che ha luogo il 24 novembre di ogni anno, a Santa Caterina, nel comune di Roccalbegna. Grazie alla qualità del lavoro di ricerca svolto dagli studenti del Rosmini nell’ambito del progetto “Cattedre ambulanti”, il rito della Focarazza è oggi entrato a far parte del patrimonio della Rete italiana di cultura popolare. Il 13 dicembre, tra l’altro, viene inaugurato l’archivio online della Rete.

“Raccogliere testimonianze – dichiara Cinzia Tacconi, assessore provinciale alla Cultura -, ricostruire e raccontare il patrimonio di tradizioni che altrimenti andrebbero perdute non significa solo preservare l’identità di un territorio, ma creare le condizioni per una crescita e una riconoscibilità di quel territorio nella contemporaneità. La Provincia di Grosseto, in modo pionieristico, è stata tra le prime realtà territoriali italiane a credere nel progetto delle Rete di cultura popolare, diventando antenna locale, sensore che intercetta e mette a sistema le espressioni del mondo popolare per restituirle alle future generazioni. Il progetto ‘Cattedre ambulanti’ ha la grandissima intuizione di coinvolgere nella ricerca i più giovani, il mondo della scuola. Questa è senza dubbio la strada da seguire.”

Hanno lavorato insieme ai ragazzi il ricercatore di cultura popolare Corrado Barontini, Paolo Nardini dell’archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana, Raffaella Buccolini della Rete nazionale di cultura popolare e le insegnanti Rita Belgiovine e Rita Madioni.

Il progetto sullo studio dei riti del fuoco in provincia di Grosseto prosegue, adesso, con la realizzazione di un video sulla fiaccolata di Santa Fiora, la sera del 30 dicembre, e a marzo, con la torciata di San Giuseppe, a Pitigliano.

L’archivio online della rete italiana di cultura popolare è consultabile sul sito www.reteitalianaculturapopolare.org

La Focarazza è patrimonio culturale in rete. Ecco come si svolge: la mattina presto gli uomini si recano nel bosco a tagliare la pianta prescelta per fare un lungo palo di cerro, il cosiddetto stollo, che viene posizionato al centro di una catasta di legna e la sera è benedetto dal parroco. Al termine della cerimonia religiosa si appicca il fuoco, quando diminuisce d’intensità entrano in azione gli uomini di Santa Caterina, divisi in gruppi a seconda della contrada di appartenenza.

Ogni partecipante si impegna  a sfidare il calore e il fumo per tentare di impadronirsi dello stollo e portarlo nel proprio rione, in una sorta di ancestrale rito purificatore. Infine, il tronco viene tagliato in tanti pezzi quanti sono stati i partecipanti ed in seguito ogni pezzo verrà messo a bruciare nel caminetto di casa. Quando le fiamme lo avranno del tutto consumato si prenderanno le ceneri da disperderle nei campi e negli orti quale auspicio per una fertile stagione agricola.

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