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Intervista a Mad Kime, writer grossetano impegnato nella riqualificazione della Cittadella dello Studente

di Cristina Zammataro
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Mad Kime è un artista grossetano di 28 anni. Dopo aver conseguito il diploma  di grafico pubblicitario, si trasferisce a Firenze dove inizia a studiare visual design.

Cerca di sviluppare uno stile di comunicazione personale, che è andato sempre di più ad abbracciare l’illustrazione. L’influenza del lavoro da grafico è molto forte, nella continua sintesi di forme e colori verso l’essenziale.

Non incline alle forme d’arte più tradizionali, crea soggetti ironici dai tratti vivaci.

Recentemente ha partecipato ed é stato il direttore artistico di Art Week, l’arte in mostra per una settimana ed attualmente è impegnato nel progetto di riqualificazione urbana alla Cittadella dello Studente.

Conosciamolo più da vicino…

 

Come nasce l’iniziativa di voler riqualificare la Cittadella dello studente e come mai sono stati contattati artisti internazionali?

Il progetto è frutto del lavoro di Marco Milaneschi in arte “Sera”, writer storico della nostra città e stimato in tutta la nazione. Grazie al contributo della provincia e della regione, io ho curato la parte comunicativa e mi occuperò di un evento correlato in programma in futuro, che cercherà di esprimere lo spirito dell’evento in una mostra.

I muri della cittadella erano sporchi e pieni di scritte senza senso da molti anni, se per una persona vederli in quello stato è uno spreco, per chi fa graffiti lo è ancora di più. Oltre al lato antiestetico, ci vede anche una occasione sprecata, quindi abbiamo creato l’opportunità di poterli dipingere in tranquillità e allo stesso tempo di arricchire  il panorama del paesaggio urbano.

Gli artisti sono stati selezionati con l’intento di portare a Grosseto un alto livello, visto fino ad oggi solo in rarissime occasioni. Sono tutti artisti affermati nel panorama nazionale e internazionale da anni, ed è inutile dire che chiedere di visitare la nostra località toscana per qualche giorno in piena estate, soprattutto per gli ospiti stranieri è stata un’offerta da non poter rifiutare“.

Le vostre opere hanno un filo conduttore oppure ogni artista ha dato libero sfogo al proprio estro?

In questo caso non c’è un tema di fondo che unisce tutto l’evento, ma tra molti degli artisti sono nate spontaneamente delle collaborazioni. Sulla stessa superfice intervengono vari artisti unendo i propri stili differenti in funzione di ottenere un unico “elaborato” finale.

Nei graffiti è normale che ognuno curi il proprio pezzo di muro e che tutti insieme si collabori per amalgamare il tutto, in modo che diventi un’opera a sé”.

 

Quali messaggi vuoi lanciare con le tue opere alla Cittadella? A chi si rivolgono particolarmente?

I miei graffiti si rivolgono a chiunque passi davanti al muro, sono di facile elaborazione e lasciano sempre aperta una porta all’interpretazione di chi guarda. In particolare adoro disegnare personaggi stilizzati quasi cartoon, molti animali con espressioni strane.

Mi piace, mentre dipingo, sentire i commenti dei passanti che si fermano ad osservare l’opera in itinere, spesso dando interpretazioni tutte loro all’espressione dei personaggi e addirittura inserendoli in situazioni ipotetiche, non accorgendosi che  in quel momento stanno inventando tutto loro. Cerco insomma di stimolare la fantasia degli altri”.

 

Nel momento in cui ti viene commissionata un’opera, a cosa ti ispiri per realizzarla?

“Che si tratti di graffiti, pittura, o disegno digitale, parto sempre dal presupposto di raffigurare qualcosa secondo il mio stile personale. Il traguardo per me è che si riconosca che è una mia opera, che si distingua dalla “massa” di elaborati che chiunque ha tutti i giorni sotto gli occhi.

Qualsiasi cosa può essere di ispirazione: le persone, la vita quotidiana, l’importante è passarla attraverso il proprio filtro personale”.

 

Quanto tempo richiede in media la realizzazione di un graffito?

La questione è molto soggettiva, come in tutte le cose creative, ma normalmente un graffito fatto bene, curato nei dettagli, richiede almeno un paio di giorni  di lavoro intenso“.

Cosa risponderesti a chi reputa la graffiti art un’arte minore o semplicemente che non è una forma d’arte?

“Dalle reazioni sempre più positive delle persone che passano davanti ai muri dipinti, chi critica è una minoranza in continua diminuzione, spesso troppo confusa tra i graffiti e il vandalismo gratuito che si avvale della bomboletta spray.  I graffiti offrono degli aspetti di aggregazione e collaborazione espressione gestuale e impatto finale, quasi impossibili da ritrovare nelle altre forme d’arte.

I graffiti spesso, sono anche la forma più creativa ed economica per valorizzare una superficie esterna o interna di grandi dimensioni“.

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