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CineVisioni: la recensione di Nut Job 2 – Tutto molto divertente

di Luca Ceccarelli
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In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Lo scoiattolo Spocchia e i suoi amici se la spassano alla grande, sgranocchiando senza sosta nel negozio di noccioline. Andie, invece, è critica verso il loro comportamento: non sono più in grado di andarsi a procurare il cibo, stanno tradendo la loro natura.

Cosa succederebbe se improvvisamente avessero bisogno di tornare a cercare le ghiande? Puntuale, lo scenario si avvera, e Spocchia e gli altri si trovano in grande difficoltà. Come se non bastasse, il sindaco corrotto vuole trasformare Liberty Park in Libertyland, un parco di divertimenti, e cacciare tutti gli animali dal prato. A Spocchia e ai suoi non resta che dichiarargli guerra e questa volta Andie non li lascerà soli.

Il primo Nut Job è stato un film tutt’altro che memorabile, al punto che ci si domanda perché si sia sentita l’esigenza di realizzare un sequel. In realtà, non c’è neanche bisogno di aver visto il primo capitolo per entrare agevolmente nel racconto di Nut Job 2. Per questo capitolo vengono arruolate numerose star amate dal grande pubblico, da Jackie Chan a Will Arnett per continuare con molti altri nomi famosi.

Il regista è Cal Brunker, autore degli storyboard di Cattivissimo Me e questo genera la speranza che almeno una parte dell’atmosfera di quel film possa sopravvivere o riprodursi in Nut Job 2. Ben presto, però, tale speranza risulta vana.

Nut Job 2 è un lungometraggio fondamentalmente privo di idee, la riprova che gli studios sentono forte l’esigenza di sfornare sempre nuove produzioni anche se questo significa estirpare dagli animi degli appassionati la voglia di andare al cinema. Questo film è realizzato chirurgicamente per i genitori che vogliono impegnare i propri figli, ma hanno finito le idee.

Nut Job 2 è un patchwork di sketch, per nulla riusciti, e di numerosi tentativi di tenere alto il ritmo per mascherare l’assoluta mancanza di un racconto efficace. Persino l’idea del parco divertimenti che si rivela una trappola mortale per la costruzione mediocre è una volgare scopiazzatura del geniale episodio della monorotaia de I Simpson.

Il film è talmente ordinario che potreste ritrovarvi tra 10 anni a giurare di averlo visto al cinema, senza che effettivamente l’abbiate fatto. Si potrebbe riassumere la trama di questo lavoro semplicemente guardandone la locandina prima di entrare in sala.

Alla fine dobbiamo ringraziare per la mediocre qualità degli effetti visivi e dell’animazione di Nut Job 2: gli sketch sui cani che mangiano il proprio vomito sarebbero stati ancora più terribili con una definizione maggiore.

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