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Toscana e Lazio: impegno continuo per il gioco responsabile

di Redazione
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Due regioni in prima linea nel contrasto al gioco patologico, due esperienze virtuose di crescita responsabile e di sviluppo sicuro. Stiamo parlando di Toscana e Lazio, due tra le zone italiane a più alta vocazione di gambling, da sempre in prima linea per la sensibilizzazione di utenti e operatori. 

Come si legge su Casino Sicuro, infatti, a Firenze e dintorni è attiva la Legge regionale 57/2013 e la Delibera di Giunta 344/2020, che gli esperti definiscono come misure d’avanguardia per il settore d’azzardo. L’obiettivo è infatti quello di contrastare il gioco illegale e le dipendenze, promuovendo la formazione degli addetti del settore per sviluppare competenze in ambito di monitoraggio, prevenzione e aiuto di eventuali casi di ludopatia tra gli utenti. 8 ore di formazione per tutti, con una sanzione pecuniaria tra i 1.000 e i 5.000 euro per chi non seguirà il programma di formazione, oltre alla chiusura temporanea delle attività. 

Altra misura che ha fatto scuola è quella proposta dalla consigliera del Partito Democratico Anna Paris, che ha fatto approvare la legge che regola i cosiddetti Ticket Redemption. Si tratta di apparecchi di gioco che, in caso di vincita, forniscono gadget di vario genere (bracciali, portachiavi e altri oggetti simili) pensati proprio per attrarre i più giovani. Con l’approvazione di questa legge si è andato ad eliminare il sistema di emissione dei premi, evitando quindi qualsiasi tipo di ricompensa materiale che potrebbe innescare un possibile disturbo patologico nei ragazzi. 

E misure per il gioco responsabile e sicuro le troviamo anche nella regione Lazio, che di recente ha festeggiato numeri importanti nel contrasto al Gap. Nella “Relazione sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio”, con dati relativi al 2022 e redatta dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale, si legge che il gioco d’azzardo patologico sia in calo di oltre 10 punti percentuali negli ultimi anni. In termini di numeri, insomma, la regione è passata da avere oltre 800 pazienti con sintomi di dipendenza a 750. Numeri in controtendenza con quanto si registra invece per l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti e che dimostrano come le iniziative di prevenzione stiano funzionando sul territorio regionale. 

Gli esempi di Toscana e Lazio, insomma, suggeriscono come la strada sia quella della formazione e della comunicazione, coinvolgendo sia i gestori che gli utenti per la creazione di ambienti di gioco, virtuali o fisici, sicuri e responsabili. 

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