Home GrossetoAttualità Grosseto “La guerra e la crisi ambientale”: se ne parla in un convegno in sala Pegaso

“La guerra e la crisi ambientale”: se ne parla in un convegno in sala Pegaso

di Redazione
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Venerdì 9 dicembre, alle 15, nella sala Pegaso del Palazzo della Provincia, in piazza Dante, è in programma il convegno “La guerra e la crisi ambientale – Le scelte antisociali dei Governi sulle fonti energetiche necessarie“, organizzato dal Comitato per la pace e il disarmo di Grosseto.

I relatori saranno Roberto Barocci, del Forum ambientalista di Grosseto; Riccardo Petraioli, del comitato “No fonti fossili” di Civitavecchia; Fabrizio Bertini, del movimento “Rifiuti zero” di Firenze, Prato e Pistoia, Fabrizio Callaioli, consigliere comunale del Prc di Piombino e membro del comitato “No al rigassificatore “.

Coordinerà Clelia Formigoni, portavoce del Comitato per la pace e il disarmo.

“Siamo per la pace perché la guerra non ha mai risolto le controversie internazionali – si legge in una nota degli organizzatori del convegno -. Manifestiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino aggredito e siamo al fianco di quella parte del popolo russo che si oppone all’invasione dell’Ucraina. Siamo anche contrari alla Nato, le cui azioni aggressive in Bosnia (1996), Afghanistan (2001), Iraq (2004) e Libia (2011) hanno destabilizzato quei territori per frantumare il Cartello dei paesi arabi produttori di petrolio, l’Opec. La guerra è distruzione e dominio dell’uomo anche sulla natura, a cui noi contrapponiamo un modello di cura dell’ambiente e delle future generazioni”.

“Per molti anni ci siamo spesi concretamente a difesa delle nostre risorse idriche (come le bonifiche dei siti minerari), della qualità dell’aria (come la chiusura degli inceneritori e degli impianti a biogas), delle pinete litoranee e delle aree protette, a favore di produzioni energetiche veramente rinnovabili e pulite – termina il comunicato -. Riteniamo che uno degli obiettivi della guerra sia il mantenimento dell’Europa nella condizione di dipendenza energetica dalle fonti fossili degli Usa, i cui governanti sono apertamente ostili allo sviluppo delle energie alternative previste per i prossimi anni dal Green New Deal europeo”.

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