Home Amiata Incendi, l’appello dei sindaci: “Servono indennizzi celeri, agricoltori e allevatori non posso aspettare la burocrazia”

Incendi, l’appello dei sindaci: “Servono indennizzi celeri, agricoltori e allevatori non posso aspettare la burocrazia”

di Redazione
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“Ci vorranno dai cinque ai dieci anni per riavere una parvenza di paesaggio, non possiamo invece aspettare per aiutare chi nel fuoco ha perso anni di lavoro e investimenti. La criticità degli eventi giustifica il ricorso alle vie più brevi”: Maria Bice Ginesi, sindaco di Scansano spiega così il documento redatto, su sua iniziativa, assieme ai primi cittadini di Cinigiano, Romina Sani, di Campagnatico, Elismo Pesucci, e di Manciano, Mirco Morini, per suggerire alla Regione come accorciare i tempi dei risarcimenti.

Un testo collaborativo, che parte dalla presa d’atto del funzionamento del sistema di intervento che, “magra soddisfazione”, ha limitato i danni e delle prime iniziative del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha organizzato un tavolo tecnico per individuare le soluzioni migliori. Il testo è indirizzato a Giani, agli assessori all’agricoltura Stefania Saccardi, alle attività produttive Leonardo Marras, all’ambiente Monia Monni, ai presidenti delle sezioni di Grosseto di Coldiretti, Milena Sanna, Cia, Claudio Capecchi e Unione agricoltori, Attilio Tocchi.

Sono quasi mille gli ettari andati in fumo nei roghi di agosto. Le fiamme si sono lasciate alle spalle un paesaggio spettrale e danni rilevantissimi. Innanzitutto al territorio: l’ultimo rogo, a Scansano, ha cancellato la ricchissima biodiversità dell’alveo delle Trasubbie, sito di interesse regionale. E poi i danni alle aziende agricole. Ingenti.

“E’ fondamentale – scrivono i quattro sindaci dare sostegno a tutti coloro che hanno subito danni. E l’effetto sarà tanto più efficace quanto più tempestivo sarà l’intervento. E fondamentale che si possa lavorare nell’immediatezza senza vincoli burocratici. Del resto crediamo che la criticità degli eventi possa consentire di percorrere le vie più brevi”.

Al tavolo di lavoro organizzato da Giani i quattro sindaci indicano una possibile strada: il bando attuativo della sottomisura 5.2, Sostegno e investimenti per il ripristino dei terreni agricoli e del potenziale produttivo danneggiati da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici. Il bando prevede contributi per ripristino o ricostruzione, riparazione o riacquisto di beni e macchinari danneggiati o andati persi, sistemazione del territorio e impianti irrigui. Indennizzi calcolati individualmente per ciascun beneficiario sulla base del valore e della capacità produttiva dei beni colpiti dall’avversità, eventualmente in concorso con eventuali assicurazioni private.

Il documento non affronta solo il nodo degli indennizzi immediati. “Per il futuro – scrivono Ginesi, Sani, Pesucci e Morini la prevenzione dovrà puntare sulla cura del territorio e al sostegno degli agricoltori, ‘sentinelle del territorio’: è necessario gestire il territorio con il recupero delle aree agricole, possibile solo con una seria politica agricola, stanziando fondi e aiuti con procedure semplificate per il supporto ad agricoltori e allevatori, per la creazione di invasi, per il sostegno dei prezzi, il mantenimento e il potenziamento dei servizi alle persone e alle aziende

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