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Analisi Goletta Verde: in provincia di Grosseto sono sei le zone inquinate

Ecco i risultati dell'indagine

di Redazione
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Firenze. Goletta Verde, la campagna di Legambiente che monitora lo stato di salute delle acque marine e delle coste italiane, stila un bilancio della seconda tappa in Toscana presentando oggi, a Firenze, in conferenza stampa i dati del monitoraggio delle acque toscane.

Presenti all’evento Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, Federico Gasperini, direttore di Legambiente Toscana, Stefania Di Vito, dell’Ufficio scientifico di Legambiente, Pietro Rubellini, direttore generale dell’Arpat, Marcello Mossa Verre, direttore tecnico dell’Arpat, Maurizio Arcidiacono, responsabile del Conou Coordinamento Area Nord-Ovest.

La fotografia che Legambiente restituisce delle acque in Toscana è preoccupante: l’80% dei campioni esaminati risulta oltre i limiti di legge. 

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde    

L’obiettivo delle analisi di Goletta Verde è quello di andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva o assente depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, principali veicoli con cui questo tipo di inquinamento arriva in mare. Per questo motivo i campionamenti di Goletta Verde non si possono nè vogliono sostituire i dati ufficiali sulla balneabilità, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. Sono i monitoraggi svolti da Arpa gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo.

I campionamenti sono stati effettuati dai volontari e le volontarie di Legambiente tra il 19 e il 21 giugno scorsi. Bisogna segnalare che, in alcune zone, fino ad alcuni giorni prima dei prelievi è piovuto in maniera persistente: ciò ha provocato, molto probabilmente, lo scarico diretto nei corsi d’acqua degli scolmatori di piena senza passare dagli impianti di depurazione. Si tratta di una concausa che non giustifica le forti criticità riscontrate.

Dei 20 campioni esaminati 17 sono stati prelevati in foce di fiumi o canali e 3 a mare. Ben 16 i campioni risultati fuori dai limiti di legge alle analisi microbiologiche effettuate da laboratori specializzati sul territorio: 12 punti sono stati giudicati fortemente inquinati, in quanto i campioni superano di più del doppio i limiti normativi considerati, 4 invece hanno avuto il giudizio di inquinato.

Andando nel dettaglio sono 6 i punti in provincia di Grosseto: la foce del Gora a Follonica e la foce del Bruna a Castiglione della Pescaia sono risultati fortemente inquinati. Tre punti campionati hanno ricevuto il giudizio di inquinati: due nel comune di Orbetello, la foce del fiume Osa a Fonteblanda la foce del fiume Albegna, e uno ad Ansedonia alla foce del fosso Tagliata Etrusca. Entro i limiti il campione prelevato in spiaggia, di fronte al canale, tra le località Poggio Pertuso e Cala Galera nel comune di Monte Argentario.

I volontari e le volontarie di Legambiente hanno inoltre riscontrato dei problemi relativi all’informazione ai cittadini, confrontando quanto riportato sul Portale delle Acque del Ministero della Salute, strumento ufficiale di comunicazione sulla balneazione, e la presenza dei cartelli di divieto. In dieci punti non campionati dalle autorità competenti e quindi aree non adibite alla balneazione, in 3 solamente è stato trovato il cartello di divieto. Inoltre, in due punti che sul Portale risultano balenabili sono stati trovati cartelli di divieto di balneazione.

Comune

Pv Località Punto Giudizio Goletta Verde 2023
Carrara MS Marina di Carrara Foce Torrente Carrione

Fortemente inquinato

Massa

MS Partaccia Foce torrente Lavello Fortemente inquinato
Massa MS Tra la Partaccia e i Ronchi Foce del fiume Brugiano

Fortemente inquinato

Montignoso

MS Cinquale Foce fiume Versilia Inquinato
Pietrasanta LU Marina di Pietrasanta Foce fosso Fiumetto

Fortemente inquinato

Camaiore

LU Lido Camaiore Foce fosso dell’Abate Fortemente inquinato
Pisa PI Marina di Pisa Foce del Fiume Arno

Fortemente inquinato

Livorno\Pisa

LI Calambrone Foce del canale scolmatore Fortemente inquinato
Cecina LI Marina di Cecina Foce fiume Cecina

Fortemente inquinato

Piombino

LI Marina di Salivoli Molo fronte foce\scarico via Salivoli (Salivoli)

Fortemente inquinato

    – Isola d’Elba –

Capoliveri

LI Mola Foce unica dei fossi di Mola Entro i limiti
Portoferraio LI Punta della Rena Fosso della Madonnina

Fortemente inquinato

Marciana Marina

LI   Spiaggia presso moletto del pesce (lato porto) Entro i limiti
Campo nell’Elba LI La foce Foce fosso Galea/La Pila

Entro i limiti

Follonica

GR Follonica Foce fiume Gora Fortemente inquinato

Castiglione della Pescaia

GR Castiglione della Pescaia Foce fiume Bruna

Fortemente inquinato

Orbetello GR Fonteblanda Foce fiume Osa

Inquinato

Orbetello

GR Bocche di Albegna Foce del fiume Albegna Inquinato
Monte Argentario GR Poggio Pertuso – Cala Galera Spiaggia fronte canale

Entro i limiti

Ansedonia

GR Tagliata Etrusca Fosso Tagliata Etrusca

Inquinato

“Dei 20 punti campionati 17 erano foci di fiumi o torrenti – dichiara Stefania Di Vito, dell’ufficio scientifico di Legambiente -. Questo dato conferma che nel Paese esiste un deficit depurativo che si evidenzia nei corsi d’acqua e che si aggrava in situazioni metereologiche di pioggia persistente. Secondo gli ultimi aggiornamenti presenti sul sito del Commissario Unico Depurazione in Toscana sono oltre 30 gli agglomerati su cui insistono circa un milione di abitanti equivalente in cui si stanno svolgendo dei lavori di adeguamento, e questo è un aspetto positivo, ma purtroppo insufficiente. Anche il Piano di Gestione delle Acque (III ciclo, 2021-2027) dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, ci ricorda che gli scarichi urbani rappresentano una pressione significativa per il 15% dei corpi idrici fluviali e il corpo idrico costiero individuato come Costa della Versilia. A livello nazionale abbiamo già pagato 142 milioni di euro in sanzioni alla Comunità Europea, soldi che potevano essere investiti per migliorare la rete di depurazione del Paese”.

“La situazione fotografata evidenzia un peggioramento rispetto agli scorsi anni – dichiarano Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, e Federico Gasperini, direttore Legambiente Toscana -. I risultati delle analisi rilevano l’inadeguatezza dei depuratori nell’entroterra e sulla costa, e, fenomeno ancor più grave, il perdurare di circostanze puntuali di scarico di reflui illegali. Questa situazione è particolarmente evidente sul tratto settentrionale della costa toscana dove sarebbe necessario un potenziamento in termini di qualità e quantità dei nostri impianti. Inoltre, servirebbe un monitoraggio specifico per la verifica degli scarichi illegali.”

Giunta alle 37esima edizione, anche quest’anno Goletta Verde pone l’attenzione su diverse tematiche estremamente attuali come la depurazione, la lotta alla crisi climatica, la lotta alle illegalità e la salvaguardia della biodiversità. Leolico off-shore sarà ancora una volta protagonista di alcune tappe per porre l’attenzione sulle energie rinnovabili e la transizione energetica, perché senza l’energia prodotta dal vento sarà impossibile raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. L’eolico è fondamentale per lotta contro l’emergenza climatica, la riduzione dei costi in bolletta per famiglie e imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro.

La campagna itinerante è realizzata con le partnership principali di Anev, Conou, Novamont e Renexia e la media partnership de La Nuova Ecologia.

Il Conou, Consorzio nazionale oli usati, sostiene da anni la campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza di economia circolare, non solo in Italia, ma addirittura in Europa. Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli, il Conou fa in modo che questo rifiuto – altamente pericoloso se non gestito correttamente – si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti.

Lo scorso anno in Toscana il Conou ha recuperato 10.030 tonnellate di olio usato.

“Dal 1984 il Consorzio ha operato evitando la dispersione nell’ambiente degli oli usati, preservando in particolare lo stato di salute delle acque. Ancor più oggi siamo chiamati tutti, senza indugio, a fare la nostra parte perché il Pianeta resti accogliente anche per i nostri figli e nipoti; questo si chiama sostenibilità – ha affermato Maurizio Arcidiacono, responsabile Conou Coordinamento Area Nord-Ovest -. Il Consorzio, realizzando l’economia circolare. completa contribuisce alla salvaguardia del pianeta; economia circolare e transizione energetica sono i pilastri su cui reggere il nostro futuro, purché ciò avvenga assieme alla coerente evoluzione dei nostri comportamenti. La Goletta, con i suoi straordinari marinai, ogni anno ci ricorda che il Pianeta è la nostra unica casa e che ne dobbiamo aver cura, non disperdendo i rifiuti ma recuperandoli per riutilizzarli”.

Il monitoraggio scientifico

I prelievi di Goletta Verde vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando i laboratori sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli). Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

I campioni sono stati prelevati dai volontari e le volontarie di Goletta Verde lungo le coste toscane tra il 19 e il 21 giugno. Le analisi sono state eseguite da due laboratori individuati sul territorio: Idroconsult Laboratori Riuniti Srl di Calenzano (Firenze) e Bioconsult di Follonica (Grosseto).

Legenda

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

  • inquinato = Enterococchi intestinali > 200 UFC/100 ml e/o Escherichia coli > 500 UFC/100ml.
  • Fortemente inquinato = Enterococchi intestinali > 400 UFC/100 ml e/o Escherichia coli > 1000 UFC/100ml.

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