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Il compost di Futura verso il Marchio di qualità: presto utilizzato anche in agricoltura biologica

di Redazione
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Futura spa, l’azienda che opera nell’impianto di Strillaie, dopo essere stata ammessa ad ottobre tra i soci del Consorzio italiano compostatori (Cic), è prossima ad ottenere la certificazione di qualità che il Consorzio concede dopo un’attenta analisi delle caratteristiche del prodotto ammendante.

Il programma di verifica volontaria della qualità del compost, realizzato dal Cic, è attivo in Italia dal 2003, con l’obiettivo di rendere identificabili i prodotti che rispondono a requisiti di qualità fissati dal Consorzio, secondo un apposito regolamento.

Il Regolamento del Marchio prevede infatti una prima fase di verifica della qualità del compost (fase di rilascio) ed in seguito la costruzione di un sistema di controllo continuo della qualità (fase di mantenimento). Durante la fase di mantenimento vengono effettuati periodicamente sopralluoghi agli impianti ed analisi del compost, da parte di tecnici incaricati dal Cic ed esterni all’azienda che aderisce al programma del Marchio, proprio a garanzia di una qualità costante.

Il Marchio di Qualità fornisce al produttore un valore aggiunto per l’ammendante compostato e, inoltre, garantisce trasparenza, affidabilità e qualità del compost per gli utilizzatori finali, per qualsiasi tipo di impiego come fertilizzante.

Il compost ottenuto da scarti organici selezionati alla fonte è, infatti, un ottimo fertilizzante che viene utilizzato come ammendante in orticoltura, frutticoltura, coltivazioni industriali, florovivaismo, realizzazioni di aree a verde pubblico e di interesse naturalistico.

L’ingresso di Futura tra i soci del Cic è la conferma quindi delle ottime caratteristiche del compost prodotto nell’impianto di Grosseto, operante ormai da oltre 4 anni.
 
“Sono ad oggi quattro gli impianti in Toscana ad aver ottenuto il Marchio di Qualità, su circa 40 su scala nazionale e presto anche Futura potrà unirsi a questo gruppo; – ha dichiarato l’amministratore delegato dell’azienda, Luca Galimbertiun percorso che, ci auguriamo, permetterà presto di vedere la chiusura del cerchio tra raccolta differenziata della frazione organica, il riciclo che operiamo per ottenere il compost ed il suo utilizzo come ammendante in agricoltura, compresa quella biologica».

Ma oltre agli impieghi nell’agricoltura convenzionale il compost, se possiede requisiti di qualità, può essere commercializzato anche come prodotto “consentito in agricoltura biologica“.

E’ sempre più vicino quindi l’obiettivo di vedere impiegato il compost prodotto da Futura, a partire dalla raccolta differenziata dei rifiuti organici e sfalci verdi, anche in agricoltura biologica, grazie al percorso che porterà l’azienda ad ottenere la certificazione di qualità.

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