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Politica ambientale a Follonica: la pagella de “La Duna”

di Redazione
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Pagella Ambientale 2014.

L’associazione “La Duna” ha presentato la pagella 2014 sulle politiche ambientali del comune di Follonica.

Da quest’anno, la pagella non è redatta più da un singolo, ma è un documento collettivo di un gruppo di cittadini, in particolare dell’associazione “La Duna”, che in questi ultimi mesi si è distinta per il suo interesse sulla situazione ambientale del territorio.

Gli scopi della pagella sulla ‘virtuosità ambientale’ del Comune di Follonica rimangono gli stessi: non una semplice denuncia, ma uno strumento con cui valutare nel tempo la politica ambientale dell’amministrazione di Follonica (e dell’opposizione) e le varie criticità ambientali da affrontare e, soprattutto, un documento propositivo delle cose da fare e da non fare – si legge in un comunicato dell’associazione -. Per il 2014 le vecchie pagelle sono state integrate dagli interventi dei soci, con le novità intercorse in questi mesi, e gli argomenti sono stati raccolti, ove possibile, per classi omogenee. Anche da questo consuntivo viene fuori un quadro reale, a volte sconfortante, che di virtuoso ha ben poco, ma su cui si può e si deve agire”.

La pagella ambientale 2014 dell’associazione “La Duna”

Acqua. Voto 3 costante.  La petizione firmata nel 2012 da oltre 300 cittadini per la modifica allo statuto comunale (acqua bene privo di rilevanza economica) pur essendo a costo zero, non è mai stata discussa, ma soprattutto è negato e disatteso il risultato del referendum sull’acqua pubblica, di abbattimento delle tariffe, nonostante i richiami della Corte costituzionale a darne applicazione. La falda acquifera contaminata dall’arsenico e da altri inquinanti resta tale, se non peggiorata, come testimoniano le rilevazioni fatte dagli enti preposti e le bonifiche si annunciano, ma non si fanno e, se si faranno, saranno a carico del contribuente e non di chi ha inquinato. Ancora assenti le Case dell’acqua, nonostante ci siano soggetti imprenditoriali che le metterebbero gratuitamente (o quasi), si risparmierebbero migliaia di bottiglie di plastica e si valorizzerebbe una risorsa pubblica a chilometro zero. Disattenzione totale!

Energia (piano energetico). Voto 5,5. Presentata e ritirata una mozione sul tema delle opposizioni, per portarla in commissione e cercare di renderla unitaria, dopo 4 anni almeno se ne discute. Si sono fatti alcuni passi avanti sulle norma sull’efficienza energetica e risparmio per le nuove abitazioni e per le ristrutturazioni, un primo passo che speriamo preluda ad un lungo cammino. Un voto d’incoraggiamento a tutto il Consiglio comunale.      

Infrastrutture

Autostrada. Voto 5.Approvato all’unanimità un Consiglio comunale aperto sull’argomento ‘Tirrenica ed esproprio variante Aurelia’, si terrà a gennaio e finalmente sarà fatta chiarezza sulla posizione del Comune di Follonica sul tema. Al raggiungimento di questo obiettivo (minimo) hanno contribuito notevolmente sia le manifestazioni contro l’esproprio di Aurelia e variante Aurelia sia il fatto che la concessionaria Sat è sempre più dubbiosa che l’opera abbia dei ricavi e pertanto si sta defilando. S’inizia a capire che l’impatto sulla vita e sull’economia del territorio di quest’opera inutile (almeno da queste parti) sarà devastante, se il progetto dovesse andare in porto, nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, i follonichesi (e i maremmani tutti) si troverebbero a dover pagare un pedaggio esoso o saranno costretti ad fare un salto indietro di 30 anni e riprendere a viaggiare sulla vecchia mortale Aurelia. La nostra bella variante Aurelia, quattro corsie, sicura, gratuita e già pagata va difesa, migliorata, non regalata ai privati. Voto di incoraggiamento.

Piste ciclabili. Voto 5,5 costante.Si realizzano pezzetti, ma manca la visione organica di un progetto unico. Sembra abbandonata, ormai, l’idea di creare la ‘ciclabile del golfo’ che doveva collegare il comune di Scarlino a quello di Piombino, progetto che era presente (e forse lo è ancora, dimenticato) nel piano urbanistico..

Fognature ed allagamenti. Voto 4,5 costante. Questa piovosa estate 2014 ha evidenziato, ad ogni acquazzone e ‘bombe d’acqua’, tutti i limiti e l’inadeguatezza conosciuti, denunciati, ma mai risolti del sistema fognario. Nonostante l’installazione di un’ulteriore pompa e conduttura in Salciaina le cose non vanno, anche per l’incuria nella manutenzione e pulizia delle caditoie. Ogni volta che ci troviamo di fronte a questi eventi si ha sempre la solita risposta: ‘Presto provvederemo al rifacimento ed al riassetto della rete fognaria….’ e così, di anno in anno, si rimanda il problema al prossimo evento. Ingiustificabile.   

Mare

Spiagge (erosione delle..). Voto 5 ½,  come l’ultimo anno. Anche quest’anno i lavori per le soffolte sono stati rimandati, speriamo sia l’ultima volta. Il sospirato porticciolo alla foce del Petraia è di nuovo quasi totalmente insabbiato, evidentemente progettato male. Una fonte di spesa continua e senza alcun effetto. Nelle parole della giunta sembra scomparso il pericolo della darsena a Pratoranieri, Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, ma non abbassato la guardia, perché gli interessi in gioco sono cospicui e perché, ogni tanto, il progetto riaffiora, sintomo che qualcosa cova ancora tra gli imprenditori locali. Pensare male non è bello, ma ci si indovina spesso.

Duna ricostruzione – Salvaguardia. Voto 4. Assurdo e negativo l’abbandono del progetto di protezione e ricostruzione della duna della spiaggia del ‘Tony’s’ (costato 120.000 euro), che, con un impegno di poche migliaia di euro, avrebbe potuto essere consolidato, mantenendo in efficienza le passerelle per disabili, le docce, i wc e consentendo alle varie specie erbacee ed arbustive (vegetazione pioniera, flora psammofila, altre specie arboree) di attecchire, consolidare e rinforzare naturalmente la duna. Soldi buttati al vento, ora ne dovremo spendere molti di più.

Mare e pesca. Voto 5. Una città sul mare (o di mare, come auspicava l’ex sindaco) mostra invece uno strano disinteresse al mare ed alle attività correlate come quelle della pesca professionale. La Provincia ha deciso di posizionare circa 200 blocchi di 5 tonnellate, per impedire la pesca a strascico nel Golfo, e forati per diventare la ‘Casa dei pesci’; nessuno ha seguito il progetto, tant’è che i suddetti blocchi sono stati calati in soli 6 metri d’acqua, a poche centinaia di metri dalla costa, dove non assolveranno a nessuna delle funzioni per cui sono nati. Pescherecci strascicano comunque, impuniti sotto costa, e migliaia di nasse abbandonate impoveriscono il nostro mare. Infatti, dopo un iniziale interessamento al problema ‘Pesca con le nasse e nasse abbandonate’, non si è saputo più niente ed il mare continua ad essere depredato in modo sistematico. Inoltre, il disinteresse dimostrato nei confronti dei lavori di adeguamento del porto di Piombino e di escavo della foce di porto della Marina di Scarlino ci daranno l’acqua del mare sporca in modo costante a discapito delle attività balneari; grave atteggiamento verso un’attività di valore primario per la città. Incuria irresponsabile.

Rifiuti

Inceneritore. Voto 6 costante. L’unica sufficienza, data perché il Comune continua la lotta legale contro l’inceneritore di Scarlino e contro i suoi sostenitori della Provincia di Grosseto che, dopo la vittoria al Tar e al Consiglio di Stato, hanno ridato, con un atto legale, ma eticamente ‘scellerato’, una nuova autorizzazione all’inceneritore. L’assunto che l’inceneritore debba/possa bruciare annualmente 40.000 tonnellate di legno vergine a regime appare privo di buon senso, oltre che gettare delle grosse ombre sulla sostenibilità di una gestione ordinaria delle risorse forestali (locali e non), a vari livelli di tutela. Un’eccezione, ma ben accetta. 

Monitoraggio sanitario e controlli su inceneritore e industria. Voto 3 in diminuzione. La recente vicenda della radioattività alla Tioxide ha riportato alla luce la poca chiarezza ed efficacia dei controlli che avevamo riscontrato prima con Agrideco e poi con gli sforamenti dell’inceneritore, che hanno sversato nell’ambiente quantità enormi di diossina (documentati dall’Arpat). Proponiamo e ribadiamo la necessità di un’agenzia di monitoraggio che preveda la partecipazione attiva dei cittadini e comitati per un’attività di controllo più trasparente.

Raccolta differenziata. Voto 4 costante. È dal 2009 che si fanno annunci ricorrenti sull’imminente estensione della raccolta differenziata porta a porta ad altri quartieri della città, senza che mai alle parole seguano i fatti. Fatto ancor più grave se si pensa che sull’argomento il comitato cittadino per il porta a porta ha raccolto e protocollato più di 2000 firme. Con l’avvento del gestore unico Sei Toscana per l’Ato Sud le cose sembrano ancora più complicate e si prevede un aumento della tassazione. Un’intera legislatura di annunci e promesse, anni buttati via e nessuna certezza per il futuro. Paradossale!

Latte (alla spina). Voto 3 cronico. Nonostante fosse tutto pronto e appianato per distribuirlo nei locali del mercato comunale, niente è stato fatto. Non è servito nemmeno presentare il tutto su un piatto d’argento. Le ditte di tetra pack, Cdr e gli inceneritoristi ringraziano.

Verde pubblico          

Decoro cittadino: voto 4+. Quest’anno i social network hanno documentato, in maniera precisa, la scarsa attenzione dell’amministrazione per il decoro della città: giardini pubblici mal tenuti (emblematico e documentato il degrado di quelli di piazza Socci e piazza Mazzini, biglietto da visita della città), potature malfatte, mancata sostituzione per reimpianto degli alberi morti o abbattuti, incuria e trasandatezza lungo strade e marciapiedi. Sembra mancare una visione d’insieme nell’eliminare tanto le erbacce, quanto i rifiuti abbandonati, occasionalmente in ordine sparso, ma ovunque in quelle sedi e così per lo svuotamento dei cestini dei rifiuti, per la sistemazione dei cartelli turistici (che a volte mancano completamente) o per le panchine rotte o per le quali sia necessaria un minimo di manutenzione. Per una città basata sul turismo, non è il massimo.

Pinete e verde pubblico. Voto 4. Questo è stato l’anno dell’abbattimento dei tigli di via Massetana, dei cipressi dell’ippodromo, dell’espianto delle palme delle rotonde, pratiche che hanno fatto vincere il Premio Attila all’amministrazione uscente. Le pinete stanno morendo, gli alberi che cadono non sono sostituiti, e quando lo sono, il reimpianto viene fatto con individui che per età, specie e caratteristiche stazionali non riescono in alcun modo ad avvicendare e sostituire il popolamento della pineta giunto a maturità. Le potature risultano inadeguate e dannose, come in molti hanno documentato. Il voto non è più basso solo perché la responsabilità della morte delle pinete va spalmata su tutte le amministrazioni succedutesi, che o non hanno adottato nessun piano colturale serio ed efficace, oppure l’hanno fatto ma senza monitorare nel tempo la bontà di quelle scelte ottenendone, di fatto, nessun risultato. Il granduca Leopoldo, che le pinete le aveva piantate, si rivolta nella tomba. Stesso discorso vale per il verde pubblico, che a Follonica è pressoché ignorato. Tranne poche rotonde spartitraffico (quelle rimaste), i giardini cittadini assomigliano a savane desolate, aride per 7 mesi all’anno, con piante secche o divelte, ovviamente senza cartelli di salvaguardia contro il transito di cani e pedoni. Gli alberi delle vie cittadine vengono crudelmente mutilati con capitozzature deturpanti e dannose alla fisiologia della pianta, al solo scopo di ridurre il numero degli interventi, gli alberi secchi, caduti e abbattuti non vengono mai sostituiti, i grandi vasi che dovrebbero accogliere piante, dislocati in vari punti del centro e non solo, sembrano per lo più destinati a diventare enormi posacenere.

Parco di Montioni. Voto 3 in caduta libera. Più che un parco, sinora è stata una discarica, fatta male e gestita peggio, con problemi che si ripercuotono su tutto il parco, che rappresenterebbe invece, se ben gestito, un volano per la diversificazione del turismo, sempre invocata e sempre mortificata. Nell’ex-cava ‘monstre’ c’è stato il conferimento, a prezzo irrisorio, di una quantità spropositata ed eccessiva degli scarti di produzione della Tioxide, i cosiddetti gessi rossi, conferimento che ha portato a problemi di enormi, pericolosi, smottamenti e di sversamenti imponenti ed incontrollati di acque inquinate nel territorio. Denunciamo inoltre il degrado dei poderi e delle terme esistenti, patrimonio nostro, del quale, sembra, non interessi niente a nessuno, nonostante i continui appelli e documentazioni fotografiche. Con la chiusura del Consorzio interprovinciale, ovvero con la mancanza di un ente gestore unico, in grado di perseguire obiettivi gestionali coerenti con la vocazione di un vero e proprio Parco, si pongono dei seri problemi di prospettiva sull’utilizzo dei boschi ed del loro sfruttamento, che rimane in mano ai Comuni per le quote di competenza. Inconcepibile. 

Parco Centrale. Voto 4,5 in regresso…. I lavori sono iniziati e il parco sembra una distesa di cemento e plastica; il regresso del voto è dovuto alla protervia e sordità dell’amministrazione (passata ed attuale) che, ignorando l’opposizione della cittadinanza, ha abbattuto indiscriminatamente qualche centinaio di alberi di 70 e passa anni: non solo i tigli lungo la ex via leopoldina, ma anche i cipressi, grandi pioppi e platani interni alle mura dell’ippodromo, eradicato gli impianti a verde, i tappeti erbosi, le palme i roseti della rotonda dell’ippodromo, per sostituirli con un sistema di parcheggi, piazzole e viabilità, degno di un Bronx, non di una città turistica. Fare un parco abbattendo alberi ed eliminando il poco verde esistente non ci sembra una maniera corretta né lungimirante di agire nei confronti della cittadinanza.

Considerazioni finali

Non è, ancora una volta, una bella pagella per un Comune (sedicente) virtuoso.

E’ vero che molte delle magagne che la nuova amministrazione dovrà gestire sono eredità della vecchia e che ci sembra di intravedere una certa sensibilità /disponibilità su molti temi, ma è anche vero che c’è una continuità amministrativa tra le due.

Come associazione auspichiamo che almeno i progetti presentati nel piano triennale delle opere pubbliche (es. progetto per la salvaguardia della duna o il completamento della ciclabile delle Collacchie, quei 200 metri mancanti o il progetto per la pineta di ponente presentato pochi giorni fa) vengano attuati e che riescano ad alleviare almeno in parte quello che non è stato fatto in questo anno passato e negli anni precedenti.

La nuova opposizione presente in Consiglio comunale sta dando segnali positivi sul recepimento di ciò che come associazione denunciamo e rileviamo: speriamo che sia ascoltata e che sappia farsi ascoltare, perciò per ora ci asteniamo dal darle un voto globale, giudicheremo cammin facendo”.

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