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Lav: lettera aperta al padrone del cane ucciso da un cacciatore a Follonica

di Roberto Lottini
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Pubblichiamo il testo integrale di una lettera aperta che Giacomo Bottinelli, responsabile provinciale della Lav, ha voluto scrivere al padrone di Scooby, il cane ucciso ieri nei pressi di Follonica da un cacciatore.

“Caro signor Ferraro,

sinceramente mi stupisco. Il suo cane Scooby è stato appena ucciso da un cacciatore. Una persona che – commettendo peraltro un grave reato ai sensi dell’art.544 bis del codice penale – si è deliberatamente divertita a piazzargli due pallettoni da cinghiale nel fianco senza alcuna apparente ragione. Lo dice lei che Scooby era socievole e non dava fastidio a nessuno. E non prendiamoci in giro: non è stato un caso o un errore. Due pallettoni sono troppi. Ma tra le sue affermazioni leggo che non bisogna avercela con i cacciatori. Mi scusi, ma con chi bisogna avercela allora?

Vede, ogni anno le campagne maremmane vengono invase da migliaia di questi personaggi armati che sovente sconfinano dove non dovrebbero e hanno il diritto sancito di attraversare persino le proprietà private, se non si tratta di fondi chiusi.

Sono 9.500 solo  i residenti in provincia ed è evidente che non tutti sono gente equilibrata: il suo cane ne è la triste testimonianza. E le vittime non sono solo gli animali, massacrati legalmente e illegalmente, ma anche molti esseri umani. In Maremma gli incidenti sono già cominciati all’apertura e lo scorso anno abbiamo contato anche un morto.

Ha fatto davvero bene il Questore a negare alla LAV la possibilità di manifestare nelle campagne. Le campagne non sono un luogo sicuro in periodo di caccia.

Lei però, nonostante la morte del suo amico fedele, continua a difendere i cacciatori, senza rendersi evidentemente conto che il suo non è un caso isolato.

Spero che rifletta, perché chi impugna l’arma che ha vigliaccamente ucciso il suo Scooby non è certo una persona sana di mente; eppure ha un tesserino venatorio, imbraccia un fucile potente ed è sfuggito ai controlli psicologici che dovrebbero essere severi.

Quanti altri sono sfuggiti agli stessi di fatto inesistenti controlli? E come mai un autista di autobus riceve test a sorpresa su droga e alcol, mentre nulla di tutto ciò si fa con i cacciatori?

Ci sono molte cose alle quali ripensare. Anche per chi non ama gli animali, ma tiene solo ed egoisticamente alla propria incolumità. E speriamo che la gente se ne accorga presto, perché siamo certi che gli inquirenti – troppo presi da casi umani – non troveranno mai l’assassino di Scooby, che continuerà a sparare liberamente.”

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