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Il microcredito come leva per lo sviluppo della cooperazione agroa-limentare nel Mediterraneo

di Redazione
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Un protocollo di intesa che fa del microcredito la pratica privilegiata per sostenere l’agricoltura sostenibile nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Lo hanno firmato Coopermondo, la ONG di Confcooperative impegnata in progetti di cooperazione che promuovono il modello cooperativo italiano nel mondo, e il CIHEAM di Bari, il centro Internazionale di Alti Studi Agronomici del Mediterraneo: l’intesa, siglata alla presenza di Giampaolo Cantini, DG della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), si inserisce coerentemente all’interno delle priorità della cooperazione allo sviluppo italiana con la Programmazione triennale approvata lo scorso luglio.

La firma è avvenuta durante l’incontro dal titolo “Credito e sovranità agroalimenta-re. Microcredito come leva per lo sviluppo della cooperazione agroalimentare nel mediter-raneo”, organizzato da Coopermondo e CIHEAM, in partnership con la Banca di Credito Cooperativo (BCC) della Maremma, oggi al Granaio Lorenese alla tenuta di Alberese.

Al seminario hanno partecipato Giuliano Amato, giudice della Corte Costituzionale e già Presidente del Consiglio dei Ministri; Gianni Bonini, Vice Chairman del CIHEAM; Fran-cesco Carri, Presidente di Coopermondo – Confcooperative; Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Grosseto; Giampaolo Cantini, Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale; Cosimo Lacirignola, Segretario Generale CIHEAM; Danilo Salerno, Direttore di Coopermondo – Confcooperative; Giuseppe (Bepi) Tonello, Presidente di BanCodesarrollo e direttore generale del Fondo ecuadoriano populorum progressio FEPP.

«Gli attacchi terroristici di Parigi mirano a destabilizzare il Mediterraneo su cui l’idea stessa di Europa è nata e senza il quale sarebbe un continente cieco – ha esordito Gianni Bonini, vice Chairman del CIHEAM, aprendo il seminario- . Le relazioni euro mediterranee sono sottoposte ad una pressione senza precedenti nella storia contemporanea, strette tra la mancata transizione politica delle cosiddette primavere arabe e la crisi russo-ucraina ad est. Solidarietà e fermezza sono il livello minimo di iniziativa politica a cui siamo obbligati ma occorre fare di più e meglio, soprattutto per ristabilire le basi economiche e sociali della pace e della prosperità nell’area mediterranea”.

“La cooperazione allo sviluppo – ha dichiarato il Presidente di Coopermondo, Francesco Carri rappresenta uno degli strumenti su cui dobbiamo investire richiedendo ai governi ed alla società europea uno sforzo più massiccio e convinto che miri a esaltare quello spirito di dialogo e di reciproco riconoscimento che è il sale della koinè del Mediterraneo. Dare credito significa dare fiducia: il micro-credito, affiancato a una responsabilizzazione e a educazione finanziaria, può essere una leva importante per far crescere la micro-agricoltura locale”.

Dal canto suo il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Maeci ha sottolineato che “l’esperienza della collaborazione nel Mediterraneo in materia di agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare e microcredito, oggetto dell’intesa firmata oggi fra Coopermondo e CIHEAM, costituisce un modello che intendiamo proporre a livello globale, nel quadro dell’impegno volto alla realizzazione dell’Agenda 2030”.

Giuseppe (Bepi) Tonello, presidente di banCodesarrollo, ha raccontato la storia e l’esperienza della banca che presiede, del Fondo Ecuadoriano Popolorum Progressio (Fepp) e del progetto di Microfinanza Campesina che, da oltre 13 anni, vede il credito cooperativo a fianco della realtà Ecuadoriana. “Ci sono donne povere che riescono a risparmiare un dollaro al mese. Sono persone che prendono in mano il loro futuro e lo trasformano. E’ necessario investire in umanità. Perché con intelligenza, sudore e amore riusciremo a cambiare il nostro Paese. E intelligenza economica vuol dire anche puntare sulla finanza popolare”.

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